• L'Cosa è L'IO...

    Se, come dice Gurdjieff, “la vita è reale solo quando io sono”, allora vale la pena di cercare una risposta, di comprendere che cosa sia questo “io/ego”.

  • IL RITORNO DEGLI ELOHIM

    Da tempo il nome elohim circola con insistenza fra i risvegliati in cammino verso l’imminente ascensione e c’è chi giura che gli Elohim stiano arrivando (o tornando?)
  • DIVENTERE RICCHI E' UNA SCIENZA.

    “Quali che siano le cose che voi desiderate, per le quali pregate, siate convinti di riceverle, ed esse saranno vostre” (Marco 11:24).
  • Perchè imparare a sviluppare un sentimento di gratitudine?.

    Siate grati per il letto nel quale avete appena dormito, il tetto sopra la testa, il tappeto o il pavimento sotto i piedi, l'acqua corrente, la doccia, i vestiti ... la macchina che si guida, il cibo, gli amici.
  • DNA: uno scrigno di meraviglie dentro ciascuno di ...

    Il processo di apprendimento secondo Platone non è nient’altro che un processo di ricordo, reminescenza, che ci porta progressivamente a riprendere contatto con il mondo delle idee.


Uso corretto della Volontà


Per cominciare a diventare ricchi in maniera scientifica, non dovete cercare di esercitare la vostra forza di volontà su alcuna cosa al di fuori di voi stessi. E in ogni caso, non avete alcun diritto di farlo. È sbagliato esercitare la propria volontà su altri uomini o donne per poter ottenere che facciano ciò che si vuole. È altrettanto palesemente sbagliato costringere le persone attraverso il potere mentale, come lo è costringerle con il potere fisico. Se obbligare con la forza fisica le persone a fare delle cose per voi le riduce in schiavitù, obbligarle con mezzi mentali produce esattamente lo stesso risultato; l’unica differenza sta nel metodo usato.

Se prendere cose alla gente con la forza fisica è un furto, prendere cose con la forza mentale lo è altrettanto; in linea di principio, non sussiste alcuna differenza. Non avete alcun diritto di usare la vostra forza di volontà con un’altra persona, anche “per il suo stesso bene”, poiché voi non sapete cosa sia bene per lei. La scienza del diventare ricchi non richiede che esercitiate potere o forza su alcun’altra persona, in alcun modo possibile. Non c’è la benché minima necessità di farlo; anzi, qualsiasi tentativo di usare la vostra volontà sugli altri tenderà unicamente a non farvi raggiungere il vostro scopo.
Non avete bisogno di esercitare il vostro potere sulle cose, per costringerle a venire a voi. Ciò significherebbe semplicemente cercare di costringere Dio, e sarebbe stupido e inutile, oltreché irriverente.

Non dovete costringere Dio a darvi cose buone, non più di quanto dobbiate usare la vostra forza di volontà per far sorgere il sole. Non dovete usare la vostra forza di volontà per conquistare una divinità ostile, o per far sì che forze ostinate e refrattarie eseguano i vostri ordini. La Sostanza vi è amica, ed è più ansiosa lei di darvi ciò che volete di quanto non lo siate voi di riceverlo. Per essere ricchi, è necessario soltanto che esercitiate la vostra forza di volontà su voi stessi.

Quando sapete ciò che dovete pensare e fare, allora dovete usare la vostra volontà per obbligarvi a pensare e a fare le cose giuste. Questo è il legittimo uso della volontà nell’ottenere ciò che volete: usarla per mantenervi sulla strada giusta. Usate la vostra volontà per far sì che continuiate a pensare e ad agire nel Certo Modo. Non cercate di proiettare la vostra volontà, o i vostri pensieri, o la vostra mente, nello spazio al di fuori di voi, per “agire” sulle cose o sulle persone.
Tenete la mente a casa vostra; può realizzare molto di più lì che da qualsiasi altra parte. Usate la vostra mente per formare un’immagine mentale di ciò che volete, e per mantenere questa visione con fede e proposito; e usate la vostra volontà per far sì che la vostra mente continui a lavorare nel Modo Giusto. Più la vostra fede e il vostro proposito sono costanti e continui, più rapidamente diverrete ricchi, perché produrrete soltanto impressioni POSITIVE sulla Sostanza; e non le neutralizzerete, né le controbilancerete con impressioni negative.

L’immagine dei vostri desideri, mantenuta con fede e proposito, viene assorbita dalla Sostanza Informe, e la pervade per grandi distanze – anzi, da una parte all’altra dell’universo, per quanto ne so. Mentre questa impressione si espande, tutte le cose vengono messe in movimento verso la sua realizzazione; ogni cosa vivente, ogni cosa inanimata, e le cose ancora non create, vengono stimolate affinché manifestino ciò che volete.
Tutta la forza comincia a essere impiegata in quella direzione; tutte le cose cominciano a muoversi verso di voi. La mente delle persone, ovunque, viene influenzata a fare le cose necessarie all’appagamento dei vostri desideri; ed esse, inconsciamente, lavorano per voi. Ma voi potete verificare tutto questo cominciando a creare un’impressione negativa nella Sostanza Informe. Il dubbio o la sfiducia fanno iniziare un movimento di allontanamento da voi proprio come la fede e il proposito ne fanno partire uno verso di voi.
È proprio per la mancata comprensione di questo punto che fallisce la maggior parte delle persone che cercano di far uso della “scienza mentale” per diventare ricche. Ogni ora e ogni momento che passate a dare attenzione a dubbi e paure, ogni ora che passate a preoccuparvi, ogni ora in cui la vostra anima è posseduta dallo scetticismo crea una corrente che si allontana da voi in tutto il campo della Sostanza Intelligente.
Tutte le promesse sono per colui che crede, e soltanto per lui. Notate quanto Gesù insistesse sulla questione del credere; e ora sapete il perché. Poiché il credere è della massima importanza, è necessario che teniate d’occhio i vostri pensieri; e poiché le vostre convinzioni saranno plasmate, per la maggior parte, dalle cose che osservate e a cui pensate, è importante che abbiate il controllo della vostra attenzione. Ed è qui che entra in funzione la volontà, dato che è attraverso la vostra volontà che decidete su quali cose si fisserà la vostra attenzione.

Se volete diventare ricchi, non dovete fare un esame attento della povertà. Le cose non vengono portate in vita pensando al loro contrario. Non è mai possibile ottenere la buona salute studiando la malattia e pensando alla malattia; la rettitudine non si può promuoverla studiando il peccato e pensando al peccato; e nessuno può mai diventare ricco studiando la povertà e pensando alla povertà. La medicina, in quanto scienza della malattia, ha fatto aumentare la malattia; la religione, come scienza del peccato, ha favorito il peccato, e l’economia, in quanto studio della povertà, riempirà il mondo di miseria e di indigenza.
Non parlate di povertà; non analizzatela, né preoccupatevene. Non vi interessate a quali siano le sue cause; non avete niente a che fare con esse. Quel che vi interessa è la cura. Non passate il vostro tempo a occuparvi di opere caritatevoli, o di movimenti di beneficenza; tutta la beneficenza tende unicamente a perpetuare la miseria che mira a estirpare. Non sto dicendo che dovreste essere duri di cuore e inclementi, e rifiutarvi di ascoltare il grido di bisogno delle persone; ma non dovete cercare di estirpare la povertà in alcun modo tradizionale.
Lasciatevi alle spalle la povertà, lasciatevi alle spalle tutto ciò che la riguarda, e “fate fortuna”. Diventate ricchi; è questo il miglior modo di aiutare chi è povero. E non potete mantenere l’immagine mentale che vi renderà ricchi se vi riempite la mente con immagini di povertà. Non leggete libri o giornali che forniscono resoconti circostanziati della miseria in cui versano gli abitanti delle case popolari, o degli orrori del lavoro minorile, e così via. Non leggete nulla che vi riempia la mente di tristi immagini di povertà e sofferenza. Non potete assolutamente aiutare i poveri apprendendo queste cose; e la diffusa conoscenza di tali cose non tende affatto a eliminare la povertà.

Quel che tende a eliminare la povertà non è infilarvi nella mente immagini di povertà, bensì mettere immagini di ricchezza nella mente di chi è povero. Non state abbandonando i poveri alla loro miseria quando vi rifiutate di permettere alla vostra mente di riempirsi di immagini di quella miseria. La povertà può essere bandita non aumentando il numero di persone ricche che pensano alla povertà, ma aumentando il numero di persone povere che si propongono con fede di diventare ricche. I poveri non hanno bisogno di carità; hanno bisogno di ispirazione.
La beneficenza manda loro soltanto una pagnotta di pane per mantenerli in vita nella loro miseria, o offre loro un po’ di divertimento per farli distrarre per un’ora o due; ma l’ispirazione li farà emergere dalla loro miseria. Se volete aiutare i poveri, dimostrate loro che possono diventare ricchi; provateglielo diventando ricchi voi stessi. L’unico modo in cui la povertà sarà per sempre bandita da questo mondo è creare un numero vasto, e in continuo aumento, di persone che mettono in pratica gli insegnamenti di questo libro.
Alle persone bisogna insegnare a diventare ricchi attraverso la creazione, non attraverso la competizione. Ogni uomo che diviene ricco tramite la competizione fa cadere dietro di sé, la scala su cui sale, e mantiene gli altri in basso; ma ogni uomo che diviene ricco tramite la creazione apre una via su cui possano seguirlo migliaia di persone, e ispira queste persone a farlo.

Non dimostrate durezza di cuore o un’indole insensibile quando vi rifiutate di compatire la povertà, guardare la povertà, leggere della povertà, pensare o parlare di essa, o ascoltare coloro che ne parlano. Usate la vostra forza di volontà per mantenere la vostra mente fuori dall’argomento povertà, e per mantenerla fissa, con fede e proposito, sulla visione di ciò che volete.
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IL POTERE DELLA CONSAPEVOLEZZA



La "Luce" è coscienza. La coscienza è uno, che si manifesta nelle legioni di forme e livelli di coscienza. Non c'è nessuno che non sia tutto ciò che c'è, perchè la coscienza, anche se espressa in una infinita serie di livelli, non fa divisioni. Non c'è una reale separazione o uno spazio nella coscienza. L'IO SONO non può essere diviso. Io posso concepire me stesso come un uomo ricco, un uomo povero, un pastore o un ladro, ma il centro del mio essere rimane lo stesso nonostante il concetto che ho di me stesso. Al centro della manifestazione c'è solo un IO SONO che si manifesta in legioni di forme o concetti di sé stesso e "IO SONO QUELL'IO SONO".

IO SONO è un sentimento di permanente consapevolezza. Il centro vero e proprio della coscienza è il sentimento dell'IO SONO. Posso dimenticare chi sono, dove sono, cosa sono, ma non posso dimenticarmi che IO SONO. La consapevolezza dell'essere rimane, nonostante il grado di dimenticanza di chi, dove o cosa io possa essere.

IO SONO quello che, tra innumerevoli forme, è sempre lo stesso. Questa grande scoperta rivela che, buono o cattivo, l'uomo è alla fine l'arbitro del suo stesso destino e che è il suo concetto di sé stesso che determina il mondo in cui egli vive [e il suo concetto di sé stesso in relazione alla vita]. In altre parole, se state sperimentando malattia, conoscendo la verità sulla causa non potete attribuire la malattia a qualunque altra cosa che non sia la particolare conformazione della sostanza causativa di base, una conformazione prodotta dalle vostre reazioni alla vita e definita dal vostro concetto "io non sto bene". Ecco perchè vi è stato detto "Che il debole dica 'IO SONO FORTE!'" (Gioele 3:10) perchè con questo assunto la sostanza causativa viene riorganizzata e devo quindi manifestare ciò che questa riorganizzazione afferma.
Questo principio governa ogni lato della vostra vita, sia esso sociale, finanziario, intellettuale o spirituale.

IO SONO è quella realtà alla quale, qualsiasi cosa accada, dobbiamo voltarci per una spiegazione dei fenomeni della vita. E' il concetto che l'IO SONO ha di sé stesso che determina la forma e lo scenario dell'esistenza. Ogni cosa dipende da questa attitudine verso sé stesso; ciò che egli non affermerà come vero per sé stesso non potrà apparire nel suo mondo. Questo significa che il vostro concetto di voi stessi, come ad esempio "sono forte", "sono sicuro", "sono amato" determina il mondo in cui vivete. In altre parole quando dite, "Io sono un uomo, io sono un padre, io sono Americano" voi non state definendo differenti IO SONO; state definendo differenti concetti o configurazioni della sostanza unica, l'unico IO SONO. Anche nei fenomeni di natura, se l'albero potesse articolare le parole direbbe "io sono un albero, un albero di mele, un albero pieno di frutta".

Quando sapete che la coscienza è l'unica e sola realtà - concependo quest'ultima come qualcosa di buono, cattivo o indifferente, che diviene ciò che si pensa debba divenire - siete liberi dalla tirannia delle seconde cause, liberi dal credere che ci sono cause al di fuori della vostra mente che possano influenzare la votra vita.
Quindi è abbondantemente chiaro che c'è solo un IO SONO e che voi siete quell'IO SONO. E mentre l'IO SONO è infinito, voi col vostro concetto di voi stessi, state manifestando solo un aspetto limitato dell'infinito IO SONO.

Anno dopo anno contemplò il silente lavoro che produceva la sua lucida spira.
Tuttavia, mentre la spirale progrediva, lasciò la dimora del trascorso anno, per la nuova.
Penetrò con passo leggero nella lucida arcata, ne costruì la pigra porta, si adagiò nella nuova dimora, dimenticando la vecchia.


Grazie per il celeste messaggio da te recato, figlio dell'irrequieto mare rigettato dal suo desolato grembo!
Dalle tue labbra morte echeggia una nota più chiara di quella che Tritone mai soffiò dal suo corno inghirlandato.
Mentre essa risuona al mio orecchio, attraverso le profonde caverne del pensiero odo una voce che canta: Costruisciti più maestose dimore, o anima mia!
Mentre le brevi stagioni trapassano abbandona il tuo passato angusto!
Lascia che ogni nuovo tempio, più nobile dell'ultimo ti abbracci dal cielo con una volta più vasta
fino a che tu sia finalmente libera abbandonando la tua conchiglia, ormai troppo piccola, lungo l'irrequieto mare della vita!

Oliver Wendell Holmes (Il Nautilo Imprigionato)

E' solo con un cambiamento di coscienza, cioè cambiando il conccetto che avete di voi stessi, che potete costruire "dimore più maestose" - le manifestazioni di concetti più elevati. (Per manifestazioni intendiamo il fare esperienza dei risultati di questi concetti nel vostro mondo). E' di vitale importanza capire chiaramente cosa è la coscienza.
La ragione di questo è che la coscienza è la sola e unica realtà, è la prima e sola sostanza causativa dei fenomeni della vita. Niente ha esistenza per l'uomo se non attraverso la coscienza che l'uomo ne ha. Quindi è alla coscienza che dovete rivolgervi perchè è il solo fondamento sul quale i fenomeni della vita possono essere spiegati.

Se accettiamo l'idea che esiste una causa prima, ne seguirebbe che l'evoluzione di questa causa non potrebbe mai risultare in nient'altro di diverso da questa. Quindi se la causa prima è luce, tutte le sue evoluzioni, i frutti e le manifestazioni, rimarrebbero luce. Se la causa prima è coscienza, tutte le sue evoluzioni, i frutti e i fenomeni devono rimanere coscienza. Tutto ciò che può essere osservato sarebbe una più alta o più bassa forma o variazione della stessa cosa. Conseguentemente, quelle che sembrano essere le circostanze e le condizioni esistenti, anche oggetti materiali, sono in realtà solo il prodotto della vostra stessa coscienza. La natura, come cosa o complesso di cose esterno alla vostra mente, deve essere rifiutata. Voi e il vostro ambiente non potete essere osservati come esistenti separatamente. Voi e il vostro mondo siete uno. Quindi dovete smettere di guardare le apparenze delle cose e voltarvi verso il centro soggettivo delle cose, la vostra coscienza, se davvero desiderate conoscere la causa dei fenomeni della vita e volete capire come usare questa conoscenza per realizzare i vostri sogni. In mezzo alle apparenti contraddizioni, agli antagonismi e ai contrasti della vostra vita, c'è solo un principio in funzione, è solo la vostra coscienza che sta operando. Le differenze non consistono in una varietà di sostanze ma in una varietà di arrangiamenti e organizzazioni della stessa sostanza causale, la vostra coscienza.

Il mondo si muove senza motivazioni, con questo voglio dire che il mondo non si muove con motivi suoi propri, ma sotto la necessità di manifestare i vostri concetti, l'organizzazione della vostra mente e la vostra mente è sempre organizzata nell'immagine che voi tutti credete sia reale. L'uomo ricco, l'uomo povero, il pastore o il ladro, non sono menti differenti ma differenti organizzazioni della stessa mente, nello stesso senso in cui un pezzo di acciaio quando è magnetizzato non differisce dal suo stato smagnetizzato ma nell'organizzazione e nell'ordine delle sue molecole. Salute, ricchezza, bellezza e genio, non sono creati ma manifestati dall'organizzazione delle vostre menti. Ciò significa che il vostro concetto di voi stessi e il concetto che avete di voi stessi è tutto ciò che accettate come vero per voi. Quello a cui credete e consentite di credere per voi stessi può essere scoperto solo da una osservazione non critica delle vostre reazioni alla vita. Le vostre reazioni vi rivelano dove vivete psicologicamente, e dove vivete psicologicamente determina come vivete qua fuori nel mondo visibile. L'importanza di ciò nella vostra vita di tutti i giorni dovrebbe essere immediatamente visibile.

La prima natura e la sostanza di tutte le cose è la coscienza.

La più grande delusione dell'uomo risiede nella sua convinzione che ci siano altre cause della realtà esterne al suo stesso stato di coscienza. Tutto ciò che accade all'uomo - tutto ciò che da lui è creato- tutto ciò che deriva da lui stesso - accade come risultato del suo stato di coscienza. La coscienza di un uomo è tutto ciò che egli pensa, desidera, ama e sente e tutto ciò che crede essere verso e a cui dà il suo consenso. Ecco perchè è necessario un cambiamento di coscienza prima che possiate cambiare il mondo esterno.

Per essere trasfromati, l'intera base dei vostri pensieri deve essere trasfromata. Ma i vostri pensieri non possono cambiare a meno che voi non abbiate nuove idee, perchè voi pensate a partire dalle vostre idee. Tutte le trasformazioni iniziano con un intenso, bruciante desiderio di essere trasformati. Il primo passo nel rinnovamento della mente è il desiderio.


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In armonia con il Cuore e la Mente Universale per creare una nuova storia

Viaggio alla ricerca delle antiche impronte conservate nella Memoria Universale per partecipare con consapevolezza alla creazione di un futuro armonioso.

Da sempre l’uomo si muove nella vita con l’unica certezza che una volta nato dovrà anche morire e spesso non riesce a trovare in sé e negli eventi che accadono intorno a sé, un senso profondo per leggersi inserito in un più ampio contesto dove la sua esistenza è qualcosa di prezioso e unico ma anche di correlato con altri aspetti e situazioni nell’universo.

A parziale soddisfacimento della ricerca insita nell’umano di una comprensione più profonda del proprio essere, prende corpo una teoria detta del Disegno
Intelligente, secondo cui la vita nell’universo è determinata da un processo creativo intelligente attivato da un creatore e non da una semplice catena frutto di eventi casuali.
La scienza stessa inizia a mettere seriamente in discussione la teoria evoluzionistica di Darwin che presenta lacune che rendono inadeguata la visione secondo cui le specie viventi si sono evolute in forme diversificate in così poco tempo, e l’unica risposta possibile è che esista una forma di intelligenza che ha agito ed agisce in precisi momenti della storia dell’universo per provocare dei salti evolutivi, altrimenti inspiegabili.
E’ innegabile che affermazioni di questo genere sono fortemente corrispondenti con la visione di molte tradizioni religiose e spirituali che evidenziano l’attività creativa ed intelligente di una Somma Mente che utilizza processi a noi ancora parzialmente incomprensibili.

E’ l’eterno gioco della Genesi dove viene proposto il modello di una energia creante che utilizza una procedura a noi occulta per generare la vita a vari stadi e in varie forme e che modifica a seconda delle necessità, più volte la propria creazione.
Quindi non un Dio che appare come un vecchio con capelli e barba bianchi ma una energia pensante che modifica e riorganizza costantemente e in forma dinamica le informazioni determinanti a mantenere la vita.
Siamo abituati a vedere l’universo come un prodotto del Caos, come se caos significasse disordine, ma in realtà il Caos è sinonimo di dinamicità e trasmette proprio il senso di movimento organizzato in quanto nel Caos tutto si muove su una base ordinata e matematica per cui esiste un ordine, anche se non sempre appare, all’interno del Caos universale.

Difatti la cosa stupefacente è che questo Universo sembra strutturato in modo da agevolare al massimo la vita e non certo perché l’Uomo si adatti ad esso ma, al contrario, per adeguarsi all’Uomo.
Un noto fisico russo afferma che ”La Vita non sembra essere una componente accidentale dell’Universo, ma pare esserne il suo fine ultimo. Se solo uno di questi fattori fosse stato solo di poco diverso da quello che è, oggi non esisteremmo”. (Andrej Dmitrievič Linde)
E si ritorna quindi a discutere di una possibile coscienza dell’universo quale componente fondamentale, come lo spazio e il tempo, dimostrata da un esperimento di laboratorio che ha evidenziato una relazione tra l’osservatore e le particelle osservate e di come si influenzino a vicenda. Come dire che la Creazione esiste in quanto c’è qualcuno che la osserva. Si ritorna così inevitabilmente a certe allegorie delle Grandi Tradizioni Spirituali di ogni luogo e di ogni tempo dove Uno è Tutto e Tutto è Uno ove senza qualcuno che osservi l’Universo, l’Universo stesso non esisterebbe.

Si può quindi ipotizzare che una forma di vita intelligente ha operato una creazione che si regge su precise leggi fisiche e costanti, al fine di consentire la vita e la sua evoluzione fino allo stadio di consapevolezza per poi incominciare un nuovo ciclo. Quindi esisterebbe una forma di Coscienza Universale, che determina una informazione immortale contenuta nel DNA di ogni animale che è seme per la creazione e che porta in sé tutte le informazioni per l’evoluzione di ogni specie, secondo il suo genere.
Così l’Uomo, frutto della creazione di una Coscienza Intelligente, ha la possibilità di generare altra Coscienza, quando nel suo massimo grado evolutivo attiva il suo Corpo di Luce e diviene quindi Pura Luce e nuovamente Piena Coscienza.
Si conclude così un ciclo ove l’Uomo torna ad essere divino e a generare una nuova creazione. Questo è il motivo per cui in altri tempi si poteva semplicemente vivere la vita e invece ora, in conclusione a questo ciclo terreno di ulteriori 26.000 anni, è indispensabile vivere con la consapevolezza e la coscienza di chi siamo e da dove veniamo e dove siamo destinati ad andare.

Pertanto possiamo dire che l’evoluzione dell’uomo è una scelta consapevole e non avviene per caso… non è accidentale, ma assolutamente intenzionale.
Difatti l’Universo si muove solo verso una direzione (uni-verso) che è ovviamente positiva e evolutiva… si muove per migliorare.
Il negativo esiste come creazione divina, come complemento del positivo, ma non è indispensabile utilizzarlo per la vita. Infatti utilizzare la vita ha il senso di costruire se stessi, utilizzando tutti gli eventi e tutte le apparenti difficoltà come informazioni atte a tirar fuori la forza da noi stessi ai fini propriamente evolutivi.

E’ l’intenzione con cui facciamo una cosa che determina ciò che ci attiriamo. Consapevolezza è vivere nell’Ora- Presente. Solo se si è completamente presenti e attenti nell’Ora, che si può avere consapevolezza e comprensione di ciò che ci accade.
La difficoltà maggiore dell’uomo consiste nell’affidarsi alla vita, perché è iscritta in noi dall’origine, a livello emotivo, la paura della separazione e dell’abbandono.
Se noi nasciamo come archetipo da un pensiero generato da una Intelligenza Cosmica, inevitabilmente ci percepiremo come nucleo abbandonato a se stesso e separato dall’energia generatrice e non potremo percepirci tutt’uno con quella stessa energia che alimenta la vita.
Più si ha paura e più si vuole controllare gli eventi e più si vuole conoscere il futuro per potersi preparare alle cose che accadono. Ma questo atteggiamento è istintivo e di protezione ed è al di fuori dello schema così detto “vitale”, perché la vita può esistere solo nel dinamismo e quindi la Vita è Caos.

Vivere nell’Ora Eterno e Presente permette all’Energia Vitale di fluire e scorrere e permette a tutti gli aspetti del Sé di recepire tutte le informazioni opportune, in totale leggerezza, difatti questo stato è definito Leggerezza dell’Essere”.
La Libertà nasce proprio da questa capacità di presenza e di affidamento, dove l’Essere vive in Essenza, libero da ogni pre-concetto e pre-giudizio.
Consapevolezza è vivere una vita consapevoli del fatto che qualsiasi problema esista ha anche una soluzione e questa certezza provvede già a determinare un futuro armonioso e armonia nel nostro presente.
La crescita avviene attraverso dei “salti evolutivi” che sono determinati dalla accettazione dell’essere stesso a ricevere. Più si è sereni e rivolti al ricevere anche senza comprendere, più facile è riuscire ad elevarsi in visione ed in apertura mentale.

Il Cuore che riesce a concepire l’accettazione è anche colmo di gratitudine verso tutto ciò che può giungere perché è ovviamente il meglio che può servire per la nostra evoluzione e per riuscire ad essere sempre perfettamente collegati con l’Intelligenza Creante che programma questo Progetto.
Quindi tutto dipende da noi e da quanto siamo disponibili ad accogliere i cambiamenti in noi e attraverso di noi.
Per questo è indispensabile comprendere che qualsiasi cosa arrivi dall’universo e dalla vita deve essere accolto come utile alla crescita, anche se appare a volte violento e letto come negativo o doloroso, come una malattia o una perdita, perché è importante per insegnarci.
Qualsiasi tipo di apparente violenza che venga dal Creato non deve fare paura perché è sempre per Amore e l’Amore Vero è un sentimento violento e passionale… L’Amore è Violenza!

L’Amore è Passione! Ognuno di noi deve scoprire le sue passioni (o vizi), senza paura di essere nudi e senza vergogna.
La vergogna è un frutto marcio che mai più l’umanità deve mangiare e anzi non ci si deve mai vergognare di ciò che si è, di ciò che si prova e di ciò che si desidera. L’umanità deve essere aiutata a ri-trovare la propria dignità.
La dignità è proporzionale al “sentirsi degni di…”, ma molti sono stati depistati da convinzioni religiose e concetti degradanti.
Altri dicono di non sentirsi degni solo per non dover lavorare sul proprio ego e per paura di vedere la propria debolezza dinanzi agli apprezzamenti altrui.
Ma mai siamo realmente “indegni”. La gente va allontanata da questo concetto e rieducata a vivere con accettazione e dignità ciò che è.
Nessuno di noi è una brutta persona… al massimo ha dei brutti atteggiamenti… o compie delle azioni scorrete e poco opportune, ma tutti coloro che appaiono “brutti” o “cattivi” sono solo persone che a causa delle esperienze vissute hanno assunto un brutto atteggiamento…

Ma l’atteggiamento non è la persona… le esperienze vissute non sono la persona e i suoi pensieri non sono quella persona.
Dobbiamo cessare di identificarci con le nostre azioni, con i nostri atteggiamenti o con i nostri pensieri... e dobbiamo cessare di identificare l’altro con le sue azioni, il suo atteggiamento e il suo pensiero. Dobbiamo assumerci la responsabilità di essere consapevoli di noi stessi. Consapevoli dei doni in nostro possesso e donare e donarci.
Di più…per-donarci…
Che dono grande il Perdono! per-dono…
Per donare a se stessi e all’altro la possibilità di riacquistare Armonia…
Perché chi non si perdona si fa male restando intrappolato nella vibrazione dell’errore e del giudizio.
La colpevolezza nasce dall’aver compiuto una azione e dall’averla giudicata errata… È sbagliato ciò che abbiamo fatto con l’intenzione di ferire o di far male…
Ma non si può essere colpevole perché si è fatto ciò che si è…
E’ una volta compreso ciò che è maggiormente opportuno che si può essere consapevoli del bene o del male e che le nostre azioni divengono azioni responsabili e consapevoli e quindi soggette al giudizio…
Quindi non possiamo essere colpevoli di ciò che non potevamo comprendere e non possiamo giudicarci per ciò che abbiamo accettato di vivere…
Possiamo perdonarci e accettare di vivere con maggiore consapevolezza. Diviene necessario ricercare la storia dell’uomo che è iscritta in noi…


Creare il vuoto mentale della mente oggettiva materiale per lasciare spazio alla Pura
Mente del Creato per lasciare transitare i pensieri della Mente Universale. Creare il vuoto di cuore per lasciare transitare le emozioni del Cuore Puro dell’Universo.
Il cambiamento può avvenire solo attraverso un Grande Vuoto.
Il Grande Vuoto è quello spazio che intercorre tra la chiusura di un ciclo e l’apertura di uno nuovo.
Quando si è nel Grande Vuoto non siamo più soggetti ai vecchi paradigma di riferimento ma ancora non siamo coscienti dei nuovi riferimenti ed è difficile da questa posizione non essere preda della paura se non si è acquisita una sufficiente fiducia nei movimenti dinamici del Creato.
Un Cuore Puro è naturalmente colmo di fede/fiducia nel Creato e si collega facilmente con lo Spazio Spirituale.
Anche una Pura Mente può farlo solo che difficilmente la mente nell’umano si affida. Ma questo è un salto fattibile ed indispensabile, anche se l’Uomo è più concentrato sull’apparenza del vivere che sul processo interiore di crescita per riconnettersi allo Spirito.
L’Armonia è nel Sé Spirituale, cioè nell’Essenza stessa del Sé.

È nell’energia maschile la capacità di connettersi con la Pura Mente.
La Pura Mente è come un lampo che esplode in noi e ci acceca con la Verità e proprio per la sua dinamica violenta crea inevitabilmente il Caos ed è in quel caos che dobbiamo imparare a far ordine, riconoscendo un Progetto e un Progettista che operano nel Caos e affidandoci accogliendo tutta la forza eterogenea che c’è in questa dinamica.
La Mente Pura convoglia energia attraverso il plesso solare e poi la deve distribuire nel corpo.
E’ caratteristica dell’energia femminile connettersi con il Cuore Puro dell’Universo.
Un Cuore Puro incanala attraverso il cuore e poi deve ridistribuire con il corpo e con la mente le energie ricevute, attraverso la parola, la comunicazione, il pensiero e tutto il linguaggio del corpo.
Siamo programmati da sempre per questo ed è inutile chiedere come si fa.
È necessario invece uscire da vecchi schemi che comportano la chiusura dei canali ricettori delle energie.
Bisogna essere vigili e attenti tanto nel caos quanto nel silenzio.
Bisogna dimenticare ciò che pensiamo di essere o di essere stati e essere dimentichi delle proprie verità per permettere alla Verità di esplodere.
Evitare pensieri malinconici ed eccessivamente sbilanciati verso una ipotesi od un'altra aiuterà a trovare gioia, armonia ed equilibrio.

L’equilibrio nasce da un sottile gioco degli opposti che si bilanciano dinamicamente per poter sostenere ogni evento o situazione rendendo gestibile ed effettuabile ogni cosa.
Non esistono nella vita reale dell’anima momenti bui, ma solo giochi di luce ed ombre, e come nel tutto vi è un dinamismo equilibrato così vi è negli alterchi dell’anima che ricerca sempre il punto ottimale di risultato dinamico.
Essere all’interno del flusso energetico universale che muove le cose, obbliga l’anima ad un moto perpetuo che la tiene viva, attenta e stimolata e di conseguenza attiva e così fluida da lasciarsi andare nel moto stesso.
Ma se l’anima si scuote solo sotto sferzate emozionali ingenti e procede a scatti perché si agita nell’evento, ma si acquieta nella calma, questi strappi non consentono di essere dinamici ed in sintonia nel caos, ma mettono l’anima nelle condizioni di stagnare per un tempo inadeguato in qualcosa che accade e dopo poco è già vecchio. Invece la ricerca che porta a pescare nel proprio cuore e a stabilire una connettività sempre maggiore col Creato, anche se costa una attenzione costante e una capacità di ascolto notevole, permette di incanalarsi in grossi flussi energetici ove i doni dell’essere incarnato si moltiplicano velocemente e l’anima irradia luce e consapevolezza anche nell’oscurità più profonda.

Certamente le paure alimentano la nostra ansia e questa rigidità non consente di essere consapevoli di come l’energia amorevole del creato ci avvolga sempre e di come sarebbe semplice percepirsi sia ovunque che amati, se solo ci staccassimo dalla necessità umana di dover sempre valutare tutto attraverso i cinque sensi e il contatto fisico.
Si spende più energia a trattenersi che a lasciarsi andare.
Ancora per noi espansione è solo un arido concetto, mentre essere espansione è la situazione più ovvia dell’anima realizzata.
Lasciar andare e lasciarsi andare non comporta allontanamento dal proprio centro né fisico né spirituale, ma semplicemente “permettere di…”!!
Ogni volta che nel disagio e nella stanchezza cerchiamo di rilassarci facendo altro o estraniandoci dai luoghi e dalle persone, in realtà ci allontaniamo dal nostro centro e lasciamo spazi liberi a possibili interferenze.
La nostra totale presenza a questo livello è l’unico modo che abbiamo di aver accesso al contatto con l’ampia sfera delle esperienze che ci consentono la realizzazione dell’Amore Incondizionato.
Perché l’Amore Incondizionato è l’obbiettivo della umana gente per l’ascesa ai livelli spirituali di questa dimensione.
Non dimentichiamo che le genti sono coloro che non sono nella Luce dell’Anima ma vivono nella dispersione della visione molteplicemente oggettiva della materia e nell’inganno della visione duale e troppo spesso dualistica dove dualismo va letto come separazione e frammentazione della scintilla divina.

Nell’Essenza dell’Uno non può esistere la separazione e non può esservi un due o un tre che non sia comunque UNO.
Dio Uno e Trino ha il senso profondo dell’unità molteplice di Dio e modifica anche la visione di scintilla ove scintilla non è più vista come piccolo frammento separato dell’Uno ma come nucleo essenza essenziale Uno.
Nella materia la mente umana si muove come un gioco di specchietti che angolati tra loro come in un caleidoscopio parte da un punto che è soggetto dell’Essenza per riflettersi in tante immagini molteplici che possono formare tante figure quante sono le possibilità di gioco delle angolazioni degli specchi riflettenti il soggetto Essenza, ma non per questo l’Essenza, ma bensì un magico gioco di illusioni quanti sono gli specchietti.
Quindi la Mente umana materiale si muove come specchietto della Mente Pura Cosmica riflettendo immagini illusorie e concependo creazioni molteplici e complesse lontane dalla semplicità del soggetto reale.
Ecco quando la Mente umana materiale è connessa alla Mente Universale è come se l’essere cedesse il posto alla divina volontà che riporta tutto all’essenza e alla semplicità dell’origine.
Rinuncia del libero arbitrio è proprio svuotare il Sé dalla possibilità di riflettere Luce per permettere alla Luce stessa di Essere. Quindi “sia fatta la tua volontà” assume il senso di Essere nella Essenzialità della Mente Universale a-personale, ma non per questo priva di individualità.
Una mente umana può giungere all’Essenza tramite il proprio collegamento con la Mente Pura Universale o tramite un Cuore Puro.
E sì, perché un umano con il Cuore Puro forse non saprà spiegare cosa sente, ma è scevro dall’illusione della mente umana e in contatto con l’intero Creato, ed è per questo che il Creato ha spesso utilizzato messaggeri con grande Cuore Puro seppur ignoranti nella conoscenza.

Un Cuore Puro è inevitabilmente privo di malizia, perché la malizia è un frutto della mente umana Materiale e non esiste in un Cuore Puro, e nemmeno nella mente Pura del Creato, perché la malizia nasce dall’esperienza nella materia illusoria e ingannevole.
La Sapienza è la vera ed unica Sacra Scrittura che l’Energia Cosmica Creante ha posto nella genetica della Creatura Primordiale e nella semplicità dell’Essere Originale.
“Essere innocenti come bambini” per significare che la purezza sta nella non esperienza materiale quale coinvolgimento emotivo.
L’esperienza nella materia vissuta senza giudizio non crea mai distacco dall’origine; è solo il giudizio frutto della mente e delle sue molteplici interpretazioni che crea poi il pre-giudizio ed il pre-concetto, cioè qualcosa che nasce da un idea di già accaduto. Può esistere un già accaduto solo nel convincimento limitato della mente umana che mente, dando l’illusione di uno spazio/tempo lineare dove esiste un prima, un dopo o un durante per cui tutto deve iniziare e finire, e quindi esiste una nascita ed una attesa della morte che viene vissuta come annientamento della vita.
Ma un Cuore Puro, o una Mente Pura, vive collegato e sempre attaccato all’Essenza del sentire e del concepire, ove tutto è fuori da quello spazio/tempo da noi immaginato, ove inizio e fine sono lo stesso punto del cerchio che non cessa mai di essere fluido e dinamico, e dove esiste solo Essere Ora in Eterno Presente.

L’Eterno presente libera la mente oggettiva dall’immedesimazione con le illusioni della materia e permette alla verità di mostrarsi in tutta la sua divina semplicità fuori dalle complesse ed architettoniche forme della molteplicità.
E così quando tutto è in Luce, in chiara Luce, non vi è più posto per le tenebre perché le tenebre stesse sono illuminate dalla certezza della Luce e non confuse con l’assenza di Luce.
E dove è Luce tutto “È”, e nulla deve essere alimentato perché il tutto è già nutrito e nutrimento, oggetto e soggetto, maschile e femminile, e non vi è distinzione alcuna, e anche il Cristo e l’Anticristo sono una unica Energia e non due antagonisti opposti, ma due forze entropiche dello stesso nucleo Dio Padre Madre Figlio e Spirito Santo. E per quanto assurdo possa apparire l’Anticristo nella Luce non esiste!
L’Anticristo si nutre solo delle scorie della Mente umana materiale.
Quando la mente è collegata alla Mente Pura dell’Universo, l’Anticristo cessa di esistere.
L’Anticristo è la Bestia che viene nutrita dalle umane paure e dai pensieri poco illuminati della gente.
Nella densità della materia e nel dualismo preconcetto della Mente umana materiale alimentiamo anche nella santità il concetto di Sacrificio.
Sacrificio letto come rinuncia, come se esso fosse dono necessario per essere vicini al divino.
Troppo spesso anche i santi hanno temuto la loro deità e hanno utilizzato forze contrapposte alimentate dalle forme pensiero errate per concedersi alibi mentali per non ricevere totalmente la libertà.
Solo l’Ego li ha tenuti in schiavitù, e l’Ego è sempre alimentato “dalla paura di...”. L’Ego Sum è libero Spirito in libera Mente e libero Cuore, ma poi non tutti vogliono la libertà.

Liberarsi vuol dire smetterla di sacrificarsi rinunciando alla propria felicità. Collegarci alla Mente e al Cuore dell’Universo significa non cedere più alla sofferenza.
Significa accettare di essere noi stessi per fare la nostra strada perché nessuno può fare la strada per un altro, ma solo dare un esempio.
Chi cerca trova e trova chi cerca, e la libertà è solo nella verità, e la ricerca è solo in noi e non fuori di noi.
La “Cerca del Sacro Graal” è solo la nostra ricerca interiore alla scoperta della Luce in noi e di noi quale Luce.
Condividere non vuol dire rinunciare a una parte del proprio benessere perché questo sarebbe solo un gesto di rinuncia.
Condividere è dare per ricevere e creare tutti i presupposti per dare informazioni e ricevere informazioni, quindi precisamente “dividere con…”.
Rendersi partecipi del Progetto, in questo momento ha il senso, per le anime già risvegliate, di incaricarsi di accompagnare sul ciglio della strada coloro che hanno difficoltà a trovare la via e tutti coloro che sono in grado di svolgere la benché minima partecipazione alla chiarezza devono attivarsi nel servizio ai fratelli.
Per chi questo servizio di supporto lo ha già svolto e continua ad essere disponibile ad essere usato, è bene mostrare ad ognuno come collocarsi, ma senza attardarsi e senza esitare nel delegare ognuno a collaborare col fratello anche secondo la sua intuizione. Infatti le anime più evolute ora sono necessarie in altre fasi del Progetto proprio per consentire al Progetto stesso di prendere forma e iniziare a rendersi visibile a tutti colore che sono in grado di vedere, intuire ed intendere.

Sono in molte le anime maschili e femminili in grado di ricollocarsi nel contatto antico con le Fonti del Creato.
Che ogni anima energeticamente maschile si connetta alla Mente Pura del Creato e che ogni anima energeticamente femminile si connetta al Cuore Puro del Creato.
Sarà in questa rinnovata connessione che verranno veicolate le informazioni base per edificare un nuovo mondo sulla Terra che potrà collegarsi alla Nuova Era dell’Acquario.
Il progetto si crea e si dispiega ogni giorno sotto gli occhi delle anime di buona volontà e si plasma con le intenzioni collaborative al progetto di ognuna di queste anime.
Ma a nulla varrebbe edificare un progetto Terra se non vi fosse già un Progetto Universale che ruota intorno al pianeta e che si concluderà con l’evoluzione di più luoghi in questo medesimo universo per la gloria dell’energia Creante e Generatrice che ogni giorno si sperimenta attraverso l’umano in più habitat.
Molteplici sono le connessioni tra questo mondo e altri mondi, ma sono portali accessibili solo ad entità di oltre spazio per la loro capacità di modificarsi cellularmente a seconda del mondo, del luogo o del passaggio attraverso cui possono entrare in connessione.
Ma dal livello terreno non vi è ora nessuno realmente in grado di transitare altre soglie dimensionali superiori alla 4° dimensione, con il proprio corpo fisico.
Questo perché l’uomo ancora non ha modificato a tal punto la propria vibrazione da poter entrare in contatto corporeo con cellule diverse dalle proprie.

Molte persone sono capaci di visitare con il solo corpo eterico/astrale altri luoghi dell’Universo, ma solo gli “oltre spazio” hanno accesso fino a certi livelli della Terra con il loro corpo fisico, perché molti lo fanno con proiezioni energetiche di se stessi o ologrammi.
Non esistono soglie nella dimensione terrena accessibili a corpi fisici di terza dimensione e quindi di densità pesante.
Jeshua aprì temporaneamente un passaggio che si richiuse proprio per la non possibilità a lasciare porte simili accessibili a corpi fisici anche inquinati di basse frequenze che avrebbero potuto contaminare anche altri mondi.
Jeshua oltrepassò la soglia al terzo giorno, quando il suo corpo aveva già subito la trasformazione che permetteva la sua smolecolazione e l’apertura del passaggio e la sua chiusura.
L’uomo non è ancora in grado di farlo.
Jeshua mostrò il modo; non venne recepito e al suo passaggio la porta venne richiusa. Ora la porta è apribile da sempre, ma nessuno calcò più la via come lui fece, e l’uomo dimenticò.
Ora coloro che hanno effettuato una buona trasformazione cellulare debbono proseguire senza fermarsi nell’assunzione delle informazioni di vita che permettono ulteriori trasformazioni per poter entrare di nuovo in comunione con spazi dalla frequenza molto elevata che si apriranno al passaggio solo di altrettante frequenze come intensità in comunione.

Il motivo per cui è importante fare esperienza è che l’esperienza aiuta a modificare, con le informazioni che entrano nell’Essere che si sperimenta, ulteriormente il proprio stato cellulare che entra in comunione anche informativa con tutto ciò che vibra come le proprie cellule.
Questo porta al riconoscimento delle frequenze come se stessi in quanto così l’essere recepisce tutto ciò che è di pari frequenza.
Ma cellule di identica frequenza possono compenetrare e smolecolarsi, cioè confondersi tra loro ed annullarsi tra loro lasciando aperture nelle masse cellulari che sono passaggi alla massa seguente.
Le astronavi di plasma si muovono così senza mai lesionare alcuna cellula materiale, ma spostandosi nel vuoto creato dalle cellule e cioè spostandosi nell’antimateria.

Così può fare un corpo fisico che si proietta da un punto ad un altro della stessa banda di frequenza senza creare lesioni negli strati cellulari, ma comunione o aperture.
Questa procedura viene utilizzata costantemente nell’Universo, ma non è accessibile ad un corpo troppo pesante perché esso può accedere solo a ciò che vibra come lui. Da qui si rende nuovamente attuale mostrare come un corpo cellulare fisico di terza dimensione può aver accesso alla 4° dimensione trasformando la propria frequenza e aprendosi varchi.
Coloro che saranno in grado di fare ciò nei prossimi anni, sono quelli definiti apripista e portinai delle porte dimensionali.
Va da sé che potranno superare certe Soglie solo coloro che ne possiedono la vibrazione, e crescendo in frequenza permetteranno di aprire altre soglie e sostandovi, renderle evidenti ad altri a cui dare sostegno nell’ultimo tratto del passaggio sostenendoli con la propria frequenza.
In pratica diverranno intermediari tra la Terra e varie aperture ad altre dimensioni tenute aperte da entità di alta frequenza, come ad esempio per i cattolici la Madonna. Chi avrà fiducia e accettazione del proprio vivere si potrà guadagnare una nuova frequenza.
Si ribadisce quindi qui il concetto di essere preghiera come canale di intermediazione tra le basse e alte frequenze per dare assistenza ai più deboli e agli ultimi. Ecco, ora è questo il nostro obbiettivo.
Vivere per crescere, crescere per aiutare gli altri a vivere.
Perché la Vita è Sacra e l’unico scopo che abbiamo è Vivere.
Viaggio alla ricerca delle antiche impronte conservate nella Memoria Universale per partecipare con consapevolezza alla creazione di un futuro armonioso.

Da sempre l’uomo si muove nella vita con l’unica certezza che una volta nato dovrà anche morire e spesso non riesce a trovare in sé e negli eventi che accadono intorno a sé, un senso profondo per leggersi inserito in un più ampio contesto dove la sua esistenza è qualcosa di prezioso e unico ma anche di correlato con altri aspetti e situazioni nell’universo.
A parziale soddisfacimento della ricerca insita nell’umano di una comprensione più profonda del proprio essere, prende corpo una teoria detta del Disegno Intelligente, secondo cui la vita nell’universo è determinata da un processo creativo intelligente attivato da un creatore e non da una semplice catena frutto di eventi casuali.
La scienza stessa inizia a mettere seriamente in discussione la teoria evoluzionistica di Darwin che presenta lacune che rendono inadeguata la visione secondo cui le specie viventi si sono evolute in forme diversificate in così poco tempo, e l’unica risposta possibile è che esista una forma di intelligenza che ha agito ed agisce in precisi momenti della storia dell’universo per provocare dei salti evolutivi, altrimenti inspiegabili.
E’ innegabile che affermazioni di questo genere sono fortemente corrispondenti con la visione di molte tradizioni religiose e spirituali che evidenziano l’attività creativa ed intelligente di una Somma Mente che utilizza processi a noi ancora parzialmente incomprensibili.
E’ l’eterno gioco della Genesi dove viene proposto il modello di una energia creante che utilizza una procedura a noi occulta per generare la vita a vari stadi e in varie forme e che modifica a seconda delle necessità, più volte la propria creazione.

Quindi non un Dio che appare come un vecchio con capelli e barba bianchi ma una energia pensante che modifica e riorganizza costantemente e in forma dinamica le informazioni determinanti a mantenere la vita.
Siamo abituati a vedere l’universo come un prodotto del Caos, come se caos significasse disordine, ma in realtà il Caos è sinonimo di dinamicità e trasmette proprio il senso di movimento organizzato in quanto nel Caos tutto si muove su una base ordinata e matematica per cui esiste un ordine, anche se non sempre appare, all’interno del Caos universale.
Difatti la cosa stupefacente è che questo Universo sembra strutturato in modo da agevolare al massimo la vita e non certo perché l’Uomo si adatti ad esso ma, al contrario, per adeguarsi all’Uomo.
Un noto fisico russo afferma che ”La Vita non sembra essere una componente accidentale dell’Universo, ma pare esserne il suo fine ultimo. Se solo uno di questi fattori fosse stato solo di poco diverso da quello che è, oggi non esisteremmo”. (Andrej Dmitrievič Linde)
E si ritorna quindi a discutere di una possibile coscienza dell’universo quale componente fondamentale, come lo spazio e il tempo, dimostrata da un esperimento di laboratorio che ha evidenziato una relazione tra l’osservatore e le particelle osservate e di come si influenzino a vicenda.
Come dire che la Creazione esiste in quanto c’è qualcuno che la osserva.
Si ritorna così inevitabilmente a certe allegorie delle Grandi Tradizioni Spirituali di ogni luogo e di ogni tempo dove Uno è Tutto e Tutto è Uno ove senza qualcuno che osservi l’Universo, l’Universo stesso non esisterebbe.

Si può quindi ipotizzare che una forma di vita intelligente ha operato una creazione che si regge su precise leggi fisiche e costanti, al fine di consentire la vita e la sua evoluzione fino allo stadio di consapevolezza per poi incominciare un nuovo ciclo. Quindi esisterebbe una forma di Coscienza Universale, che determina una informazione immortale contenuta nel DNA di ogni animale che è seme per la creazione e che porta in sé tutte le informazioni per l’evoluzione di ogni specie, secondo il suo genere.
Così l’Uomo, frutto della creazione di una Coscienza Intelligente, ha la possibilità di generare altra Coscienza, quando nel suo massimo grado evolutivo attiva il suo Corpo di Luce e diviene quindi Pura Luce e nuovamente Piena Coscienza.
Si conclude così un ciclo ove l’Uomo torna ad essere divino e a generare una nuova creazione.
Questo è il motivo per cui in altri tempi si poteva semplicemente vivere la vita e invece ora, in conclusione a questo ciclo terreno di ulteriori 26.000 anni, è indispensabile vivere con la consapevolezza e la coscienza di chi siamo e da dove veniamo e dove siamo destinati ad andare.
Pertanto possiamo dire che l’evoluzione dell’uomo è una scelta consapevole e non avviene per caso… non è accidentale, ma assolutamente intenzionale.
Difatti l’Universo si muove solo verso una direzione (uni-verso) che è ovviamente positiva e evolutiva… si muove per migliorare.
Il negativo esiste come creazione divina, come complemento del positivo, ma non è indispensabile utilizzarlo per la vita.
Infatti utilizzare la vita ha il senso di costruire se stessi, utilizzando tutti gli eventi e tutte le apparenti difficoltà come informazioni atte a tirar fuori la forza da noi stessi ai fini propriamente evolutivi.

E’ l’intenzione con cui facciamo una cosa che determina ciò che ci attiriamo. Consapevolezza è vivere nell’Ora- Presente.
Solo se si è completamente presenti e attenti nell’Ora, che si può avere consapevolezza e comprensione di ciò che ci accade.
La difficoltà maggiore dell’uomo consiste nell’affidarsi alla vita, perché è iscritta in noi dall’origine, a livello emotivo, la paura della separazione e dell’abbandono.
Se noi nasciamo come archetipo da un pensiero generato da una Intelligenza Cosmica, inevitabilmente ci percepiremo come nucleo abbandonato a se stesso e separato dall’energia generatrice e non potremo percepirci tutt’uno con quella stessa energia che alimenta la vita.
Più si ha paura e più si vuole controllare gli eventi e più si vuole conoscere il futuro per potersi preparare alle cose che accadono.
Ma questo atteggiamento è istintivo e di protezione ed è al di fuori dello schema così detto “vitale”, perché la vita può esistere solo nel dinamismo e quindi la Vita è Caos.
Vivere nell’Ora Eterno e Presente permette all’Energia Vitale di fluire e scorrere e permette a tutti gli aspetti del Sé di recepire tutte le informazioni opportune, in totale leggerezza, difatti questo stato è definito Leggerezza dell’Essere”.
La Libertà nasce proprio da questa capacità di presenza e di affidamento, dove l’Essere vive in Essenza, libero da ogni pre-concetto e pre-giudizio.

Consapevolezza è vivere una vita consapevoli del fatto che qualsiasi problema esista ha anche una soluzione e questa certezza provvede già a determinare un futuro armonioso e armonia nel nostro presente.
La crescita avviene attraverso dei “salti evolutivi” che sono determinati dalla accettazione dell’essere stesso a ricevere.
Più si è sereni e rivolti al ricevere anche senza comprendere, più facile è riuscire ad elevarsi in visione ed in apertura mentale.
Il Cuore che riesce a concepire l’accettazione è anche colmo di gratitudine verso tutto ciò che può giungere perché è ovviamente il meglio che può servire per la nostra evoluzione e per riuscire ad essere sempre perfettamente collegati con l’Intelligenza Creante che programma questo Progetto. Quindi tutto dipende da noi e da quanto siamo disponibili ad accogliere i cambiamenti in noi e attraverso di noi.
Per questo è indispensabile comprendere che qualsiasi cosa arrivi dall’universo e dalla vita deve essere accolto come utile alla crescita, anche se appare a volte violento e letto come negativo o doloroso, come una malattia o una perdita, perché è importante per insegnarci.Qualsiasi tipo di apparente violenza che venga dal Creato non deve fare paura perché è sempre per Amore e l’Amore Vero è un sentimento violento e passionale… L’Amore è Violenza!
L’Amore è Passione! Ognuno di noi deve scoprire le sue passioni (o vizi), senza paura di essere nudi e senza vergogna.

La vergogna è un frutto marcio che mai più l’umanità deve mangiare e anzi non ci si deve mai vergognare di ciò che si è, di ciò che si prova e di ciò che si desidera. L’umanità deve essere aiutata a ri-trovare la propria dignità.
La dignità è proporzionale al “sentirsi degni di…”, ma molti sono stati depistati da convinzioni religiose e concetti degradanti.
Altri dicono di non sentirsi degni solo per non dover lavorare sul proprio ego e per paura di vedere la propria debolezza dinanzi agli apprezzamenti altrui.
Ma mai siamo realmente “indegni”. La gente va allontanata da questo concetto e rieducata a vivere con accettazione e dignità ciò che è.
Nessuno di noi è una brutta persona… al massimo ha dei brutti atteggiamenti… o compie delle azioni scorrete e poco opportune, ma tutti coloro che appaiono “brutti” o “cattivi” sono solo persone che a causa delle esperienze vissute hanno assunto un brutto atteggiamento…
Ma l’atteggiamento non è la persona… le esperienze vissute non sono la persona e i suoi pensieri non sono quella persona.
Dobbiamo cessare di identificarci con le nostre azioni, con i nostri atteggiamenti o con i nostri pensieri... e dobbiamo cessare di identificare l’altro con le sue azioni, il suo atteggiamento e il suo pensiero.
Dobbiamo assumerci la responsabilità di essere consapevoli di noi stessi. Consapevoli dei doni in nostro possesso e donare e donarci.

Di più…per-donarci…
Che dono grande il Perdono! per-dono…
Per donare a se stessi e all’altro la possibilità di riacquistare Armonia…
Perché chi non si perdona si fa male restando intrappolato nella vibrazione dell’errore e del giudizio.
La colpevolezza nasce dall’aver compiuto una azione e dall’averla giudicata errata… È sbagliato ciò che abbiamo fatto con l’intenzione di ferire o di far male…
Ma non si può essere colpevole perché si è fatto ciò che si è…
E’ una volta compreso ciò che è maggiormente opportuno che si può essere consapevoli del bene o del male e che le nostre azioni divengono azioni responsabili e consapevoli e quindi soggette al giudizio…
Quindi non possiamo essere colpevoli di ciò che non potevamo comprendere e non possiamo giudicarci per ciò che abbiamo accettato di vivere…
Possiamo perdonarci e accettare di vivere con maggiore consapevolezza.
Diviene necessario ricercare la storia dell’uomo che è iscritta in noi…
Creare il vuoto mentale della mente oggettiva materiale per lasciare spazio alla Pura Mente del Creato per lasciare transitare i pensieri della Mente Universale. Creare il vuoto di cuore per lasciare transitare le emozioni del Cuore Puro dell’Universo.
Il cambiamento può avvenire solo attraverso un Grande Vuoto.
Il Grande Vuoto è quello spazio che intercorre tra la chiusura di un ciclo e l’apertura di uno nuovo.

Quando si è nel Grande Vuoto non siamo più soggetti ai vecchi paradigma di riferimento ma ancora non siamo coscienti dei nuovi riferimenti ed è difficile da questa posizione non essere preda della paura se non si è acquisita una sufficiente fiducia nei movimenti dinamici del Creato.
Un Cuore Puro è naturalmente colmo di fede/fiducia nel Creato e si collega facilmente con lo Spazio Spirituale.
Anche una Pura Mente può farlo solo che difficilmente la mente nell’umano si affida. Ma questo è un salto fattibile ed indispensabile, anche se l’Uomo è più concentrato sull’apparenza del vivere che sul processo interiore di crescita per riconnettersi allo Spirito.
L’Armonia è nel Sé Spirituale, cioè nell’Essenza stessa del Sé. È nell’energia maschile la capacità di connettersi con la Pura Mente.
La Pura Mente è come un lampo che esplode in noi e ci acceca con la Verità e proprio per la sua dinamica violenta crea inevitabilmente il Caos ed è in quel caos che dobbiamo imparare a far ordine, riconoscendo un Progetto e un Progettista che operano nel Caos e affidandoci accogliendo tutta la forza eterogenea che c’è in questa dinamica. La Mente Pura convoglia energia attraverso il plesso solare e poi la deve distribuire nel corpo.
E’ caratteristica dell’energia femminile connettersi con il Cuore Puro dell’Universo. Un Cuore Puro incanala attraverso il cuore e poi deve ridistribuire con il corpo e con la mente le energie ricevute, attraverso la parola, la comunicazione, il pensiero e tutto il linguaggio del corpo.
Siamo programmati da sempre per questo ed è inutile chiedere come si fa. È necessario invece uscire da vecchi schemi che comportano la chiusura dei canali ricettori delle energie.

Bisogna essere vigili e attenti tanto nel caos quanto nel silenzio.
Bisogna dimenticare ciò che pensiamo di essere o di essere stati e essere dimentichi delle proprie verità per permettere alla Verità di esplodere.
Evitare pensieri malinconici ed eccessivamente sbilanciati verso una ipotesi od un'altra aiuterà a trovare gioia, armonia ed equilibrio.
L’equilibrio nasce da un sottile gioco degli opposti che si bilanciano dinamicamente per poter sostenere ogni evento o situazione rendendo gestibile ed effettuabile ogni cosa. Non esistono nella vita reale dell’anima momenti bui, ma solo giochi di luce ed ombre, e come nel tutto vi è un dinamismo equilibrato così vi è negli alterchi dell’anima che ricerca sempre il punto ottimale di risultato dinamico.
Essere all’interno del flusso energetico universale che muove le cose, obbliga l’anima ad un moto
perpetuo che la tiene viva, attenta e stimolata e di conseguenza attiva e così fluida da lasciarsi andare nel moto stesso.
Ma se l’anima si scuote solo sotto sferzate emozionali ingenti e procede a scatti perché si agita nell’evento, ma si acquieta nella calma, questi strappi non consentono di essere dinamici ed in sintonia nel caos, ma mettono l’anima nelle condizioni di stagnare per un tempo inadeguato in qualcosa che accade e dopo poco è già vecchio. Invece la ricerca che porta a pescare nel proprio cuore e a stabilire una connettività sempre maggiore col Creato, anche se costa una attenzione costante e una capacità di ascolto notevole, permette di incanalarsi in grossi flussi energetici ove i doni dell’essere incarnato si moltiplicano velocemente e l’anima irradia luce e consapevolezza anche nell’oscurità più rofonda.

Certamente le paure alimentano la nostra ansia e questa rigidità non consente di essere consapevoli di come l’energia amorevole del creato ci avvolga sempre e di come sarebbe semplice percepirsi sia ovunque che amati, se solo ci staccassimo dalla necessità umana di dover sempre valutare tutto attraverso i cinque sensi e il contatto fisico.
Si spende più energia a trattenersi che a lasciarsi andare.
Ancora per noi espansione è solo un arido concetto, mentre essere espansione è la situazione più ovvia dell’anima realizzata.
Lasciar andare e lasciarsi andare non comporta allontanamento dal proprio centro né fisico né spirituale, ma semplicemente “permettere di…”!!
Ogni volta che nel disagio e nella stanchezza cerchiamo di rilassarci facendo altro o estraniandoci dai luoghi e dalle persone, in realtà ci allontaniamo dal nostro centro e lasciamo spazi liberi a possibili interferenze.
La nostra totale presenza a questo livello è l’unico modo che abbiamo di aver accesso al contatto con l’ampia sfera delle esperienze che ci consentono la realizzazione dell’Amore Incondizionato.
Perché l’Amore Incondizionato è l’obbiettivo della umana gente per l’ascesa ai livelli spirituali di questa dimensione.
Non dimentichiamo che le genti sono coloro che non sono nella Luce dell’Anima ma vivono nella dispersione della visione molteplicemente oggettiva della materia e nell’inganno della visione duale e troppo spesso dualistica dove dualismo va letto come separazione e frammentazione della scintilla divina.

Nell’Essenza dell’Uno non può esistere la separazione e non può esservi un due o un tre che non sia comunque UNO.
Dio Uno e Trino ha il senso profondo dell’unità molteplice di Dio e modifica anche la visione di scintilla ove scintilla non è più vista come piccolo frammento separato dell’Uno ma come nucleo essenza essenziale Uno.
Nella materia la mente umana si muove come un gioco di specchietti che angolati tra loro come in un caleidoscopio parte da un punto che è soggetto dell’Essenza per riflettersi in tante immagini molteplici che possono formare tante figure quante sono le possibilità di gioco delle angolazioni degli specchi riflettenti il soggetto Essenza, ma non per questo l’Essenza, ma bensì un magico gioco di illusioni quanti sono gli specchietti.
Quindi la Mente umana materiale si muove come specchietto della Mente Pura Cosmica riflettendo immagini illusorie e concependo creazioni molteplici e complesse lontane dalla semplicità del soggetto reale.

Ecco quando la Mente umana materiale è connessa alla Mente Universale è come se l’essere cedesse il posto alla divina volontà che riporta tutto all’essenza e alla semplicità dell’origine.
Rinuncia del libero arbitrio è proprio svuotare il Sé dalla possibilità di riflettere Luce per permettere alla Luce stessa di Essere.
Quindi “sia fatta la tua volontà” assume il senso di Essere nella Essenzialità della Mente Universale a-personale, ma non per questo priva di individualità.
Una mente umana può giungere all’Essenza tramite il proprio collegamento con la Mente Pura Universale o tramite un Cuore Puro.
E sì, perché un umano con il Cuore Puro forse non saprà spiegare cosa sente, ma è scevro dall’illusione della mente umana e in contatto con l’intero Creato, ed è per questo che il Creato ha spesso utilizzato messaggeri con grande Cuore Puro seppur ignoranti nella conoscenza.
Un Cuore Puro è inevitabilmente privo di malizia, perché la malizia è un frutto della mente umana Materiale e non esiste in un Cuore Puro, e nemmeno nella mente Pura del Creato, perché la malizia nasce dall’esperienza nella materia illusoria e ingannevole.
La Sapienza è la vera ed unica Sacra Scrittura che l’Energia Cosmica Creante ha posto nella genetica della Creatura Primordiale e nella semplicità dell’Essere Originale.

“Essere innocenti come bambini” per significare che la purezza sta nella non esperienza materiale quale coinvolgimento emotivo.
L’esperienza nella materia vissuta senza giudizio non crea mai distacco dall’origine; è solo il giudizio frutto della mente e delle sue molteplici interpretazioni che crea poi il pre-giudizio ed il pre-concetto, cioè qualcosa che nasce da un idea di già accaduto. Può esistere un già accaduto solo nel convincimento limitato della mente umana che mente, dando l’illusione di uno spazio/tempo lineare dove esiste un prima, un dopo o un durante per cui tutto deve iniziare e finire, e quindi esiste una nascita ed una attesa della morte che viene vissuta come annientamento della vita.
Ma un Cuore Puro, o una Mente Pura, vive collegato e sempre attaccato all’Essenza del sentire e del concepire, ove tutto è fuori da quello spazio/tempo da noi immaginato, ove inizio e fine sono lo stesso punto del cerchio che non cessa mai di essere fluido e dinamico, e dove esiste solo Essere Ora in Eterno Presente.
L’Eterno presente libera la mente oggettiva dall’immedesimazione con le illusioni della materia e permette alla verità di mostrarsi in tutta la sua divina semplicità fuori dalle complesse ed architettoniche forme della molteplicità.

E così quando tutto è in Luce, in chiara Luce, non vi è più posto per le tenebre perché le tenebre stesse sono illuminate dalla certezza della Luce e non confuse con l’assenza di Luce.
E dove è Luce tutto “È”, e nulla deve essere alimentato perché il tutto è già nutrito e nutrimento, oggetto e soggetto, maschile e femminile, e non vi è distinzione alcuna, e anche il Cristo e l’Anticristo sono una unica Energia e non due antagonisti opposti, ma due forze entropiche dello stesso nucleo Dio Padre Madre Figlio e Spirito Santo. E per quanto assurdo possa apparire l’Anticristo nella Luce non esiste!
L’Anticristo si nutre solo delle scorie della Mente umana materiale.
Quando la mente è collegata alla Mente Pura dell’Universo, l’Anticristo cessa di esistere.
L’Anticristo è la Bestia che viene nutrita dalle umane paure e dai pensieri poco illuminati della gente.
Nella densità della materia e nel dualismo preconcetto della Mente umana materiale alimentiamo anche nella santità il concetto di Sacrificio.
Sacrificio letto come rinuncia, come se esso fosse dono necessario per essere vicini al divino.
Troppo spesso anche i santi hanno temuto la loro deità e hanno utilizzato forze contrapposte alimentate dalle forme pensiero errate per concedersi alibi mentali per non ricevere totalmente la libertà.

Solo l’Ego li ha tenuti in schiavitù, e l’Ego è sempre alimentato “dalla paura di...”. L’Ego Sum è libero Spirito in libera Mente e libero Cuore, ma poi non tutti vogliono la libertà.
Liberarsi vuol dire smetterla di sacrificarsi rinunciando alla propria felicità. Collegarci alla Mente e al Cuore dell’Universo significa non cedere più alla sofferenza.
Significa accettare di essere noi stessi per fare la nostra strada perché nessuno può fare la strada per un altro, ma solo dare un esempio.
Chi cerca trova e trova chi cerca, e la libertà è solo nella verità, e la ricerca è solo in noi e non fuori di noi.
La “Cerca del Sacro Graal” è solo la nostra ricerca interiore alla scoperta della Luce in noi e di noi quale Luce.
Condividere non vuol dire rinunciare a una parte del proprio benessere perché questo sarebbe solo un gesto di rinuncia.
Condividere è dare per ricevere e creare tutti i presupposti per dare informazioni e ricevere informazioni, quindi precisamente “dividere con…”.
Rendersi partecipi del Progetto, in questo momento ha il senso, per le anime già risvegliate, di incaricarsi di accompagnare sul ciglio della strada coloro che hanno difficoltà a trovare la via e tutti coloro che sono in grado di svolgere la benché minima partecipazione alla chiarezza devono attivarsi nel servizio ai fratelli.

Per chi questo servizio di supporto lo ha già svolto e continua ad essere disponibile ad essere usato, è bene mostrare ad ognuno come collocarsi, ma senza attardarsi e senza esitare nel delegare ognuno a collaborare col fratello anche secondo la sua intuizione. Infatti le anime più evolute ora sono necessarie in altre fasi del Progetto proprio per consentire al Progetto stesso di prendere forma e iniziare a rendersi visibile a tutti colore che sono in grado di vedere, intuire ed intendere.
Sono in molte le anime maschili e femminili in grado di ricollocarsi nel contatto antico con le Fonti del Creato.
Che ogni anima energeticamente maschile si connetta alla Mente Pura del Creato e che ogni anima energeticamente femminile si connetta al Cuore Puro del Creato.
Sarà in questa rinnovata connessione che verranno veicolate le informazioni base per edificare un nuovo mondo sulla Terra che potrà collegarsi alla Nuova Era dell’Acquario.
Il progetto si crea e si dispiega ogni giorno sotto gli occhi delle anime di buona volontà e si plasma con le intenzioni collaborative al progetto di ognuna di queste anime.
Ma a nulla varrebbe edificare un progetto Terra se non vi fosse già un Progetto Universale che ruota intorno al pianeta e che si concluderà con l’evoluzione di più luoghi in questo medesimo universo per la gloria dell’energia Creante e Generatrice che ogni giorno si sperimenta attraverso l’umano in più habitat.

Molteplici sono le connessioni tra questo mondo e altri mondi, ma sono portali accessibili solo ad entità di oltre spazio per la loro capacità di modificarsi cellularmente a seconda del mondo, del luogo o del passaggio attraverso cui possono entrare in connessione.
Ma dal livello terreno non vi è ora nessuno realmente in grado di transitare altre soglie dimensionali superiori alla 4° dimensione, con il proprio corpo fisico.
Questo perché l’uomo ancora non ha modificato a tal punto la propria vibrazione da poter entrare in contatto corporeo con cellule diverse dalle proprie.
Molte persone sono capaci di visitare con il solo corpo eterico/astrale altri luoghi
dell’Universo, ma solo gli “oltre spazio” hanno accesso fino a certi livelli della Terra con il loro corpo fisico, perché molti lo fanno con proiezioni energetiche di se stessi o ologrammi.
Non esistono soglie nella dimensione terrena accessibili a corpi fisici di terza dimensione e quindi di densità pesante.
Jeshua aprì temporaneamente un passaggio che si richiuse proprio per la non possibilità a lasciare porte simili accessibili a corpi fisici anche inquinati di basse frequenze che avrebbero potuto contaminare anche altri mondi.

Jeshua oltrepassò la soglia al terzo giorno, quando il suo corpo aveva già subito la trasformazione che permetteva la sua smolecolazione e l’apertura del passaggio e la sua chiusura.
L’uomo non è ancora in grado di farlo.
Jeshua mostrò il modo; non venne recepito e al suo passaggio la porta venne richiusa. Ora la porta è apribile da sempre, ma nessuno calcò più la via come lui fece, e l’uomo dimenticò.
Ora coloro che hanno effettuato una buona trasformazione cellulare debbono proseguire senza fermarsi nell’assunzione delle informazioni di vita che permettono ulteriori trasformazioni per poter entrare di nuovo in comunione con spazi dalla frequenza molto elevata che si apriranno al passaggio solo di altrettante frequenze come intensità in comunione.
Il motivo per cui è importante fare esperienza è che l’esperienza aiuta a modificare, con le informazioni che entrano nell’Essere che si sperimenta, ulteriormente il proprio stato cellulare che entra in comunione anche informativa con tutto ciò che vibra come le proprie cellule.
Questo porta al riconoscimento delle frequenze come se stessi in quanto così l’essere recepisce tutto ciò che è di pari frequenza.

Ma cellule di identica frequenza possono compenetrare e smolecolarsi, cioè confondersi tra loro ed annullarsi tra loro lasciando aperture nelle masse cellulari che sono passaggi alla massa seguente.
Le astronavi di plasma si muovono così senza mai lesionare alcuna cellula materiale, ma spostandosi nel vuoto creato dalle cellule e cioè spostandosi nell’antimateria.
Così può fare un corpo fisico che si proietta da un punto ad un altro della stessa banda di frequenza senza creare lesioni negli strati cellulari, ma comunione o aperture.
Questa procedura viene utilizzata costantemente nell’Universo, ma non è accessibile ad un corpo troppo pesante perché esso può accedere solo a ciò che vibra come lui. Da qui si rende nuovamente attuale mostrare come un corpo cellulare fisico di terza dimensione può aver accesso alla 4° dimensione trasformando la propria frequenza e aprendosi varchi.
Coloro che saranno in grado di fare ciò nei prossimi anni, sono quelli definiti apripista e portinai delle porte dimensionali.

Va da sé che potranno superare certe Soglie solo coloro che ne possiedono la vibrazione, e crescendo in frequenza permetteranno di aprire altre soglie e sostandovi, renderle evidenti ad altri a cui dare sostegno nell’ultimo tratto del passaggio sostenendoli con la propria frequenza.
In pratica diverranno intermediari tra la Terra e varie aperture ad altre dimensioni tenute aperte da entità di alta frequenza, come ad esempio per i cattolici la Madonna. Chi avrà fiducia e accettazione del proprio vivere si potrà guadagnare una nuova frequenza.
Si ribadisce quindi qui il concetto di essere preghiera come canale di intermediazione tra le basse e alte frequenze per dare assistenza ai più deboli e agli ultimi. Ecco, ora è questo il nostro obbiettivo.
Vivere per crescere, crescere per aiutare gli altri a vivere.
Perché la Vita è Sacra e l’unico scopo che abbiamo è Vivere.


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IL PENSIERO CREATIVO

Potremmo definire pensiero creativo quel tipo di attività mentale che, volontariamente o involontariamente, produce dei risultati che, a loro volta, generano delle reazioni positive o negative nell’ambiente in cui tale attività viene svolta.
Mi sembra di poter affermare che un’attività che non modifichi l’ambiente, non sia creativa.
Se questa affermazione fosse vera sarebbe creativo quel tipo di pensiero che non si limitasse a constatare lo svolgersi degli avvenimenti ma, consciamente o inconsciamente (mi riferisco allo stato di coscienza attraverso il quale il soggetto raggiunge la soluzione), intervenisse in essi onde riorganizzarli.
Per quanto sembri una tautologia, bisogna dire quindi che per parlare di pensiero creativo si devono tenere presenti due punti fissi: il fine e il problema.
Tralasciamo per il momento il “fine” e limitiamoci a parlare del problema che il raggiungimento del fine implica.
Possiamo tentare di fare una classificazione dei problemi in base ai metodi richiesti per la loro soluzione.

1) Problemi la soluzione dei quali richiede l’applicazione di una certa routine, per esempio distribuire delle quantità discrete (pere, mele o altro) a un certo numero di persone. È chiaro che, in questo caso, basta applicare una semplice tecnica imparata a scuola (la divisione), quando non basti una corrispondenza “termine a termine”.

2) Problemi che richiedono l’applicazione intelligente, diremo meglio “indiretta”, di certi metodi più o meno correnti. Per esempio un’applicazione del teorema di Pitagora per misurare un campo.

3) Problemi la soluzione dei quali non può essere ottenuta con i metodi correnti, ad esempio la costruzione del numero nella preistoria. Al punto tre si ha certamente un’applicazione del pensiero creativo.

Possiamo quindi modificare un poco la definizione iniziale di pensiero creativo, riformulandola nel modo seguente: “quell’attività mentale che, volontariamente o involontariamente, riorganizza gli avvenimenti (in vista di un fine qualsiasi), risolvendo i problemi che tale riorganizzazione impone, anche se le soluzioni non possono essere ottenute con metodi correnti”.

Si impone ora una definizione fondamentale, senza la quale non si può proseguire il ragionamento: che cosa si intende per “metodi correnti”. Diremo provvisoriamente che sono “metodi correnti” le tecniche apprese in senso stretto o sviluppate spontaneamente sotto la spinta dell’ambiente; vengono applicate costantemente e con relativa spontaneità ad ogni classe di problemi.
È chiaro quindi che ogni livello di sviluppo psicobiologico (quantitativo e qualitativo) e socio-culturale avrà le proprie tecniche. Da ciò conseguirà che la classificazione di cui abbiamo fatto cenno prima non sarà statica bensì dinamica. Vale a dire che ogni stadio psicobiologico e culturale avrà i suoi livelli di problemi e si potrà parlare di pensiero creativo all’interno di un determinato stadio di sviluppo quando il soggetto riuscirà a risolvere un problema, la soluzione del quale non possa essere ottenuta con un’applicazione dei metodi correnti propri di quel determinato stadio.

Ora penso potremmo riprendere l’argomento dei “fini”.
In senso generale un problema di “fini” implica una trasformazione di energia regolata dai due noti principi freudiani, vale a dire il principio di piacere e quello di realtà. Ecco quindi che all’interno di quelle ripartizioni basate sui metodi impiegati a risolvere i problemi, se ne trovano altre, diremo così, “affettive”, che variano a seconda del grado di socializzazione e di sviluppo psicobiologico del soggetto.
Quanto più il soggetto si lascia guidare dal principio del piacere, tanto più i suoi fini saranno egocentrici (narcisistici) e scarsamente socializzati (oggettuali), e quindi sarà ben difficile che trovi problemi che lo interessino, quando questi non possano essere risolti con quelle tecniche che potremmo definire istintive, “a partecipazione” in poche parole: facili.
Al contrario, quanto più il soggetto aderisca al principio di realtà, tanto più sarà inserito nell’ambiente e troverà interesse in problemi di carattere sociale e a soluzioni non egocentriche.
Naturalmente non è detto che il pensiero non possa essere creativo anche nel primo caso, perché ogni azione sulla realtà, per egocentrica che sia, non può fare a meno di produrre conseguenze (terzo principio della dinamica).

Prima di continuare è però necessaria ancora una premessa: si considerino i quattro momenti dello sviluppo di una soluzione (problema) così come ce li presenta Hadamard che, d’altra parte, si ispira alle idee di Poincaré.

Ecco le quattro fasi di Hadamard: preparazione, incubazione, illuminazione e verifica.
Di queste quattro fasi la prima può essere conscia o inconscia, la seconda certamente inconscia, ma con sprazzi di coscienza, la terza conscia e la quarta conscia.
La fase misteriosa, cioè quella che vale la pena di indagare, è la seconda, quella dell’incubazione.
La parte che non è imposta, quella spontanea, è quella che ti ha suggerito la domanda, cioè quella che ha fatto si che tu ti sia avvicinato alla matematica invece che alla medicina.
In attesa di metodi più diretti ci dovremo accontentare di forme di introspezione diretta o provocata e dell’osservazione esterna, qualora si tratti di problemi che abbiano una componente costruttiva. Cercheremo di combinare i due metodi servendoci delle esperienze personali di uno scienziato, mi riferisco al logico psicologo ed epistemologo E. W. Beth.
Ecco le sue parole riguardo a ciò che puoi decidere nei rapporti tra meccanismi psichici inconsci e lavoro conscio.

“Ho constatato che un problema matematico che mi interessi abbastanza provoca tre reazioni successive, cioè:
1- una reazione istantanea.
2- una reazione qualche giorno dopo.
3- una reazione tardiva dopo molti mesi

La prima è una reazione spontanea, non comporta sforzo cosciente, è relativamente efficace.
La seconda è il risultato di uno sforzo cosciente, è molto meno efficace. In generale
non apporta nulla di nuovo.
È solo ad una età piuttosto avanzata che ho scoperto una terza reazione, molto tardiva ma molto efficace. Questa terza reazione si produce nei casi in cui un problema mi interessa particolarmente”.

Sono precisamente le osservazioni anche minime compiute tra la seconda fase (che esaurisce ogni tecnica e nozione chiaramente note) e la terza, il lavoro creativo che prepara il dispositivo per raggiungere la soluzione del problema di livello 3 e quindi una chiara dimostrazione di pensiero creativo.
Affinché tale dispositivo si concretizzi è però necessaria la presenza di quella componente affettiva cui si è detto prima. Bisogna cioè che il problema interessi.

Qualora si desiderasse fare una ricerca sperimentale sull’argomento, la classificazione dei soggetti, oltre che in base alle solite variabili psicobiologiche e socioculturali, dovrebbe essere considerata riguardo a una tipologia affettiva di scelta dell’oggetto, di modelli di comportamento e delle disposizioni verso i campi dello scibile.


Il Segreto

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Il potere del pensiero

Quello del pensiero è, come diceva Emerson, un potere spirituale. È il più grande potere che l’uomo abbia a sua disposizione. Il mondo come oggi lo vediamo è semplicemente il risultato di un pensiero collettivo degli esseri umani e ogni nazione si trova in pace e prosperità, o in anarchia e disordine, semplicemente a causa del modo con cui essa è stata pensata. E ogni individuo, la sua vita, le sue circostante, sono quel che sono in quanto risultato dei suoi pensieri.

Una persona diventa ciò che pensa. Ciò che pensa è la molla che avvia tutte le sue azioni, che attira a sé ogni fatto circostante, il tipo di amici e compagni che la circondano. Ciò che pensa influisce sul suo stato d’animo, sul successo nella vita, sulla salute, sulla ricchezza, sull’essere amato o respinto. Ciò che pensa di sé costruisce il suo carattere, nel bene o nel male.

Il pensiero di un essere umano è in grado di manipolare il suo destino, facendolo aderire ai suoi desideri o facendolo fallire miseramente. Infatti non ci sono limiti per il potere del pensiero, perché è una forza spirituale e potente. È quel potere che distingue la persona perbene dal bruto, quel potere che può avvicinarla a Dio, quel potere che assicura il successo nella vita, la più alta realizzazione di sé, quel potere con cui ogni difficoltà può essere superata, quella forza divina che rende bella ed energica la vita.
Col pensiero, un uomo benedice o maledice se stesso. Con esso incontra nella propria vita il successo o il fallimento, la salute o la malattia, la felicità o l’infelicità, la povertà o la ricchezza. Tutto dipende dalla sua mente e dal suo tipo di pensiero. Quanto di negativo c’è nella tua vita come nella mia – che sia l’infelicità, il malessere, il vuoto, la disarmonia – è risultato del nostro pensiero disarmonico.

Il nostro è un universo ordinato eppure non reagiamo armoniosamente con il nostro ambiente. Non siamo rispettosi della legge e dell’ordine circostante. Non dobbiamo modificare l’universo, ma noi stessi. La causa della malattia si trova dentro di noi, nel nostro mondo individuale, frutto della nostra stessa creazione. Quindi il disordine e i problemi che ci affliggono o la mancanza che limita la nostra vita non si possono superare se non con un cambiamento mentale, modificando la nostra abitudine del pensiero, ossia l’atteggiamento mentale.


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LA VERITA' - IL PRINCIPIO VITALE DELL'UNIVERSO

Abbiamo considerato l’universo che ci circonda e l’abbiamo visto essere un insieme di enti e di sostanze. Ma tra essi ve ne sono di quelli che essenzialmente differiscono dagli altri e costituiscono una categoria a parte: i viventi. Anch’essi enti, anch’essi sostanze, ma dotati di una perfezione tutta propria: la vita. E’ vero che fra i viventi vi sono varie categorie: piante, animali, uomo, ma per ora prescindiamo da queste diversità e consideriamoli tutti sotto questo aspetto comune: la vita.

Finora ci ha guidati l’esperienza volgare, non abbiamo fatto altro che constatare un fatto; ora dobbiamo cercare la spiegazione di questo fatto: questo è proprio del filosofo. Perchè dunque alcuni esseri vivono e altri no? Perché alcuni si muovono da sè e altri no? La risposta è evidente: perchè alcuni hanno in sè la capacità di muoversi ed altri no. E che cose è questa capacità che la sostanza inorganica non ha e la sostanza vivente ha? Deve essere qualcosa di superiore alla materia, da essa distinto benchè intimamente unito.

La scienza constata il fatto che omne vivum ex vivo, cellula ex cellula, ecc., cioè che non si ottiene un vivente da materia inorganica. Fu merito specialmente di studiosi italiani di dimostrare inesistente la generazione spontanea degli animali sino agli infusori (F. Redi, L. Spallanzani). A L. Pasteur spetta il merito di avere dimostrato inesistente la generazione spontanea anche per quegli esseri immensamente più semplici degli infusori quali sono ì Batteri (Virus).

“Mediante un esperimento che è rimasto celebre e che sarà benedetto dall’umanità sofferente per tutte le generazioni, egli dimostrò in modo inequivocabile che i Batteri hanno origine da altri Batteri e non da altre sostanze organiche. Egli uccise tutti i Batteri contenuti in una sostanza organica, sterilizzandola, come si dice in medicina, quindi la conservò, impedendo che nuovi Batteri venissero a contatto con la medesima. Orbene se ì Batteri avevano avuto origine per generazione spontanea, dato che in quella sostanza si trovavano tutte le condizioni per la vita, dopo qualche tempo quella sostanza doveva dare segni di corruzione e cioè di presenza di Batteri. Ma non fu così. La sostanza sterilizzata si mantenne perfettamente incorrotta fino a tanto che fu impedito l’accesso ai Batteri. L’esperienza eseguita dinanzi agli occhi meravigliati ed increduli dei colleghi della Sorbona, fu confermata subito dopo da sperimentatori di tutte le nazioni. Oggi sulla generazione spontanea dei Batteri non esiste alcun dubbio. Essa non avviene e le sostanze organiche che hanno servito agli esperimenti del Pasteur, si mantengono ancora incorrotte al Museo di Parigi” (MARCOZZI, Il problema di Dio e le scienze naturali, Milano, Bocca, p. 42).
La generazione spontanea non solo si è dimostrata inesistente in natura, ma anche nei laboratori di quegli scienziati che hanno cercato di produrre sinteticamente la vita. Tutti i tentativi sono riusciti vani; celebre fra gli altri quello del francese Leduc il quale mettendo insieme gelatina, solfato di rame e zucchero, impastò una specie di seme, che in una soluzione di ferro-cianuro potassico e gelatina, si svolgeva come pianta che emette radici, foglie e fronde. Ma si trattava di un semplice fenomeno di osmosi che ha in comune con la vita solo l’aumento di volume, ma nulla ha che vedere con l’assimilazione propria del vivente.

Orbene questo fatto scientificamente constatato, cioè l’inesistenza della generazione spontanea sia naturalmente sia artificialmente, sta ad indicare che nel vivente oltre gli elementi e le forze fisico-chimiche c’è un principio vitale. Infatti la chimica per analisi conosce tutti gli elementi che costituiscono il minerale e può combinare questi elementi e darci un minerale; perché invece, pur conoscendo tutti gli elementi che costituiscono una sostanza vivente, invano tenta di combinare questi elementi per darci un corpo vivente?


                                                                                                           
Il Segreto
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Mente conscia ed inconscia

La nostra mente è composta da due componenti principali: la mente conscia (o razionale) e la mente inconscia. La mente conscia (o razionale) è quella che ha il compito di eseguire i compiti necessari per risolvere i problemi, gestire la convivenza sociale con le altre persone e permette la auto-coscienza, cioè permette ai singoli individui di essere consapevoli di sé. La mente inconscia è quella che ha il compito di eseguire le azioni e fornire gli stimoli necessari per la sopravvivenza ed il benessere della persona. Inoltre non presenta alcun filtro (sociale, etico, morale, …).


Oltre ai loro scopi, le nostre due menti si differenziano per la loro potenza di calcolo (esattamente come quella espressa per i processori dei computer o dei telefoni cellulari). Nel libro Evoluzione Spontanea [(Bruce H. Lipton, 2009)] viene indicato che la mente conscia è in grado di gestire 40 bit di informazione ogni secondo. La mente conscia circa 40 milioni, ovvero un fattore 1 milione di volte più potente. E la natura delle informazioni a cui si fa riferimento può essere qualunque: nozione razionale, sensazione odorosa, tattile, emozioni suscitate, e via discorrendo. Sempre con lo scopo di comprendere la reale potenza (limitata) della mente razionale, entra in gioco l’articolo de 1956 di George A. Miller “The Magical Number Seven, Plus or Minus Two: Some Limits on Our Capacity for Processing Information”. In questo articolo, al quale seguono differenti studi, si indica che la nostra mente conscia è in grado di svolgere al più 7±2 attività in contemporanea, ovvero possiamo porre la nostra attenzione conscia tra le 5 e le 9 attività in contemporanea. Se uniamo questa informazione con quella che mette in scala 1:1000000 le capacità di gestione dei dati della mente conscia ed inconscia, ne traiamo che il nostro inconscio può gestire fino a 9 Milioni di attività in contemporanea!!!

La nostra cultura è di base fondata sull’illuminismo, quindi presenta tra i suoi postulati di base che tutto possa essere razionalizzato e compreso con la ragione. Di conseguenza riteniamo che la mente razionale (ovvero quella conscia) sia quella più importante. Ma in base a ciò che abbiamo appena indicato questa ipotesi appare falsa. E ne abbiamo la prova costante ogni giorno. Mi riferisco alla capacità di apprendere attività molto complesse e riuscire ad arrivare ad eseguirle in modo automatico. Un esempio lampante è la guida di un’automobile. Se andiamo a guardare molto bene, guidare un’automobile (o qualsiasi mezzo di trasporto) è molto complicato:
è necessario avere sotto controllo tutti gli strumenti e gli indicatori dell’automobile, quali tachimetro (ovvero l’indicatore della nostra velocità)
accedere alle varie leve ed interruttori in modo rapido e coerente (per esempio quando è necessario attivare le frecce prima di svoltare)
controllare tutti i mezzi ed i pedoni che ci circondano e ci precedono
prevedere eventuali zone pericolose come gli incroci o zone buie alle quali non possiamo accedere con la nostra vista in modo immediato
controllare costantemente tutti gli specchietti (almeno 3)
eseguire nel corretto ordine tutte le azioni necessarie per accelerare o rallentare, come per esempio cambiare marcia
valutare il tragitto da compiere
fare attenzioni a tutti i segnali stradali


E se ci sono delle persone a bordo con noi, intrattenere con loro conversazioni più o meno complicate.

Se dovessimo riuscire a fare tutte queste cose solo con la mente conscia, non ne usciremmo vivi. Eppure le automobili le guidiamo tutti i giorni. Quindi significa che le azioni che abbiamo elencato ora vengono, per forza di cose, svolte della mente inconscia. Come è possibile che un’azione non naturale come guidare un’automobile venga svolta dal nostro inconscio? Semplicemente perché’ abbiamo imparato così bene a guidare che siamo riusciti a far apprendere al nostro inconscio come svolgere lui questa attività. Non a caso succede che al termine delle prime lezioni di scuola guida siamo esausti e stanchi, mentre man mano che avanziamo con la pratica e prendiamo dimestichezza con tutte le manovre, siamo sempre più sicuri di noi e sempre meno spossati. Infatti all’inizio della nostra esperienza dobbiamo acquisire nuove nozioni ed incamerarle. Dopo di che facciamo costante esperienza fino a che tutto diventa automatico, ovvero la nostra mentre inconscia ha acquisito tutte le informazioni che le servono per permetterci di guidare.

Lo stesso accade quando impariamo e leggere o scrivere. Le prime settimane che ci viene insegnato a scuola a leggere ed a scrivere abbiamo bisogno di pensare molto bene a ciò che stiamo facendo. Non a caso per imparare a scrivere le lettere vengono dati ai bambini intere pagine da ricoprire con un’unica lettera. Questo passaggio serve proprio per permettere l’acquisizione, da parte dell’inconscio, di tutte le informazioni che servono per scrivere correttamente ogni singola lettera.
Comprendere queste informazioni riguardanti la nostra mente mi ha permesso anche di vedere in modo differente la mia esperienza nella pratica delle arti marziali, fornendomi la possibilità di vivere un’esperienza più profonda e non puramente tecnica o basata sulla tradizione. Infatti nella arti marziali tradizionali è usanza ripetere con costanza una certa tecnica, o sequenza di tecniche un numero elevato di volte. Anche alcune decine, se non centinaia, di volte in una lezione. E tutto questo magari ripetuto per alcune lezioni consecutive. Molto spesso i maestri spiegano questa insistenza con il fatto che questa è la tradizione e così si impara l’arte. Il che è vero, ma non viene indicata la vera causa, creando più o meno volontariamente un alone di mistero e di sacralità intorno alla pratica delle arti marziali tradizionali. Le quali hanno empiricamente tramandato che per acquisire nuove conoscenze ed abilità e necessario ripetere ad oltranza un determinato gesto. In realtà la spiegazione è da ricercare semplicemente in questa dualità tra mente conscia ed inconscia, razionale ed irrazionale. Una volta capito il trucco cambia totalmente la prospettiva. Non si pratica più per fare un po’ meglio una tecnica, ma per acquisirla a livello del nostro inconscio e renderla naturale, parte di noi. Il che ovviamente prevede di annullare la dualità che poniamo alla nostra persone tra l’essere in un dojo (luogo di pratica di un’arte marziale) e la vita quotidiana. Solo quando l’arte inizierà a coincidere con la nostra vita, allora potremo mettere davvero in pratica le nozioni appena descritte a proposto della nostra mente. Ma questo è un altro discorso.


La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.

Albert Einstein


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