• L'Cosa è L'IO...

    Se come dice Gurdjieff la vita è reale solo quando io sono allora vale la pena di cercare una risposta di comprendere che cosa sia questo io/ego

  • IL RITORNO DEGLI ELOHIM

    Da tempo il nome elohim circola con insistenza fra i risvegliati in cammino verso l’imminente ascensione e c’è chi giura che gli Elohim stiano arrivando (o tornando?)
  • DIVENTERE RICCHI E' UNA SCIENZA.

    “Quali che siano le cose che voi desiderate, per le quali pregate, siate convinti di riceverle, ed esse saranno vostre” (Marco 11:24).
  • Perchè imparare a sviluppare un sentimento di gratitudine?.

    Siate grati per il letto nel quale avete appena dormito, il tetto sopra la testa, il tappeto o il pavimento sotto i piedi, l'acqua corrente, la doccia, i vestiti ... la macchina che si guida, il cibo, gli amici.
  • DNA: uno scrigno di meraviglie dentro ciascuno di ...

    Il processo di apprendimento secondo Platone non è nient’altro che un processo di ricordo, reminescenza, che ci porta progressivamente a riprendere contatto con il mondo delle idee.
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Mente conscia ed inconscia

Mente conscia ed inconscia




Rivelazioni Shock

La nostra mente è composta da due componenti principali: la mente conscia (o razionale) e la mente inconscia. La mente conscia (o razionale) è quella che ha il compito di eseguire i compiti necessari per risolvere i problemi, gestire la convivenza sociale con le altre persone e permette la auto-coscienza, cioè permette ai singoli individui di essere consapevoli di sé. La mente inconscia è quella che ha il compito di eseguire le azioni e fornire gli stimoli necessari per la sopravvivenza ed il benessere della persona. Inoltre non presenta alcun filtro (sociale, etico, morale, …).


Oltre ai loro scopi, le nostre due menti si differenziano per la loro potenza di calcolo (esattamente come quella espressa per i processori dei computer o dei telefoni cellulari). Nel libro Evoluzione Spontanea [(Bruce H. Lipton, 2009)] viene indicato che la mente conscia è in grado di gestire 40 bit di informazione ogni secondo. La mente conscia circa 40 milioni, ovvero un fattore 1 milione di volte più potente. E la natura delle informazioni a cui si fa riferimento può essere qualunque: nozione razionale, sensazione odorosa, tattile, emozioni suscitate, e via discorrendo. Sempre con lo scopo di comprendere la reale potenza (limitata) della mente razionale, entra in gioco l’articolo de 1956 di George A. Miller “The Magical Number Seven, Plus or Minus Two: Some Limits on Our Capacity for Processing Information”. In questo articolo, al quale seguono differenti studi, si indica che la nostra mente conscia è in grado di svolgere al più 7±2 attività in contemporanea, ovvero possiamo porre la nostra attenzione conscia tra le 5 e le 9 attività in contemporanea. Se uniamo questa informazione con quella che mette in scala 1:1000000 le capacità di gestione dei dati della mente conscia ed inconscia, ne traiamo che il nostro inconscio può gestire fino a 9 Milioni di attività in contemporanea!!!

La nostra cultura è di base fondata sull’illuminismo, quindi presenta tra i suoi postulati di base che tutto possa essere razionalizzato e compreso con la ragione. Di conseguenza riteniamo che la mente razionale (ovvero quella conscia) sia quella più importante. Ma in base a ciò che abbiamo appena indicato questa ipotesi appare falsa. E ne abbiamo la prova costante ogni giorno. Mi riferisco alla capacità di apprendere attività molto complesse e riuscire ad arrivare ad eseguirle in modo automatico. Un esempio lampante è la guida di un’automobile. Se andiamo a guardare molto bene, guidare un’automobile (o qualsiasi mezzo di trasporto) è molto complicato:
è necessario avere sotto controllo tutti gli strumenti e gli indicatori dell’automobile, quali tachimetro (ovvero l’indicatore della nostra velocità)
accedere alle varie leve ed interruttori in modo rapido e coerente (per esempio quando è necessario attivare le frecce prima di svoltare)
controllare tutti i mezzi ed i pedoni che ci circondano e ci precedono
prevedere eventuali zone pericolose come gli incroci o zone buie alle quali non possiamo accedere con la nostra vista in modo immediato
controllare costantemente tutti gli specchietti (almeno 3)
eseguire nel corretto ordine tutte le azioni necessarie per accelerare o rallentare, come per esempio cambiare marcia valutare il tragitto da compiere fare attenzioni a tutti i segnali stradali …
E se ci sono delle persone a bordo con noi, intrattenere con loro conversazioni più o meno complicate.

Se dovessimo riuscire a fare tutte queste cose solo con la mente conscia, non ne usciremmo vivi. Eppure le automobili le guidiamo tutti i giorni. Quindi significa che le azioni che abbiamo elencato ora vengono, per forza di cose, svolte della mente inconscia. Come è possibile che un’azione non naturale come guidare un’automobile venga svolta dal nostro inconscio? Semplicemente perché’ abbiamo imparato così bene a guidare che siamo riusciti a far apprendere al nostro inconscio come svolgere lui questa attività. Non a caso succede che al termine delle prime lezioni di scuola guida siamo esausti e stanchi, mentre man mano che avanziamo con la pratica e prendiamo dimestichezza con tutte le manovre, siamo sempre più sicuri di noi e sempre meno spossati. Infatti all’inizio della nostra esperienza dobbiamo acquisire nuove nozioni ed incamerarle. Dopo di che facciamo costante esperienza fino a che tutto diventa automatico, ovvero la nostra mentre inconscia ha acquisito tutte le informazioni che le servono per permetterci di guidare.

Lo stesso accade quando impariamo e leggere o scrivere. Le prime settimane che ci viene insegnato a scuola a leggere ed a scrivere abbiamo bisogno di pensare molto bene a ciò che stiamo facendo. Non a caso per imparare a scrivere le lettere vengono dati ai bambini intere pagine da ricoprire con un’unica lettera. Questo passaggio serve proprio per permettere l’acquisizione, da parte dell’inconscio, di tutte le informazioni che servono per scrivere correttamente ogni singola lettera.

Comprendere queste informazioni riguardanti la nostra mente mi ha permesso anche di vedere in modo differente la mia esperienza nella pratica delle arti marziali, fornendomi la possibilità di vivere un’esperienza più profonda e non puramente tecnica o basata sulla tradizione. Infatti nella arti marziali tradizionali è usanza ripetere con costanza una certa tecnica, o sequenza di tecniche un numero elevato di volte. Anche alcune decine, se non centinaia, di volte in una lezione. E tutto questo magari ripetuto per alcune lezioni consecutive. Molto spesso i maestri spiegano questa insistenza con il fatto che questa è la tradizione e così si impara l’arte. Il che è vero, ma non viene indicata la vera causa, creando più o meno volontariamente un alone di mistero e di sacralità intorno alla pratica delle arti marziali tradizionali. Le quali hanno empiricamente tramandato che per acquisire nuove conoscenze ed abilità e necessario ripetere ad oltranza un determinato gesto. In realtà la spiegazione è da ricercare semplicemente in questa dualità tra mente conscia ed inconscia, razionale ed irrazionale. Una volta capito il trucco cambia totalmente la prospettiva. Non si pratica più per fare un po’ meglio una tecnica, ma per acquisirla a livello del nostro inconscio e renderla naturale, parte di noi. Il che ovviamente prevede di annullare la dualità che poniamo alla nostra persone tra l’essere in un dojo (luogo di pratica di un’arte marziale) e la vita quotidiana. Solo quando l’arte inizierà a coincidere con la nostra vita, allora potremo mettere davvero in pratica le nozioni appena descritte a proposto della nostra mente. Ma questo è un altro discorso.

La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.

Albert Einstein

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Sentire è il segreto – Neville Goddard (Parte 4)

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