• L'Cosa è L'IO...

    Se come dice Gurdjieff la vita è reale solo quando io sono allora vale la pena di cercare una risposta di comprendere che cosa sia questo io/ego

  • IL RITORNO DEGLI ELOHIM

    Da tempo il nome elohim circola con insistenza fra i risvegliati in cammino verso l’imminente ascensione e c’è chi giura che gli Elohim stiano arrivando (o tornando?)
  • DIVENTERE RICCHI E' UNA SCIENZA.

    “Quali che siano le cose che voi desiderate, per le quali pregate, siate convinti di riceverle, ed esse saranno vostre” (Marco 11:24).
  • Perchè imparare a sviluppare un sentimento di gratitudine?.

    Siate grati per il letto nel quale avete appena dormito, il tetto sopra la testa, il tappeto o il pavimento sotto i piedi, l'acqua corrente, la doccia, i vestiti ... la macchina che si guida, il cibo, gli amici.
  • DNA: uno scrigno di meraviglie dentro ciascuno di ...

    Il processo di apprendimento secondo Platone non è nient’altro che un processo di ricordo, reminescenza, che ci porta progressivamente a riprendere contatto con il mondo delle idee.
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Comprendere il Potere intuitivo nella Mente


Con il termine intuito stiamo a indicare quel processo di ragionamento sensibile per mezzo della quale siamo in grado di esaminare fatti e condizioni per un lungo raggio.
Noi comuni mortali siamo governati da costumi e abitudini precedenti relazionando questa applicazione per la maggior parte a condizioni esterne, riconducibili a eventi oggettivi oppure a esperienze particolari durante la nostra vita dove mettere in azione l'intuito e un fatto assolutamente necessario per evitare spiacevoli disagi.

Applicare l'intuito alla nostra mente non a niente a che fare con l'accettazione di pensieri armoniosi che è un concetto di base accennato nel paragrafo precedente sulle esperienze o effetti; non saremo altro che sognatori, piuttosto deve risiedere nella mente laddove i pensieri fanno ingresso nei momenti di riflessione.

Agire nei pensieri come se fossero fatti fisici materiali quando ci troviamo sdraiati sul letto, in uno stato di comodità sul sofà immersi con i nostri pensieri dinamici potremmo essere consapevoli che il nostro Io è  tutt'uno con essi e personalmente propongo di mettere all'opera l'intuito per  avere grandi risultati.
Dinamicità e staticità in generale sono attributi della mente e del pensiero facilmente riconoscibili dove la mente è una sorta di magazzino e i pensieri sono le nostre aspettative basate nella maggior parte dei casi come dicevo sopra sulle nostre abitudini.
Questo piccolo esercizio e molto importante per far tornare l'Intuito alla sua piena vitalità, essere preparati negli ostacoli che incontreremo e superarli senza difficoltà.

“Pensa davvero, e i pensieri tuoi
sfameranno la fame del mondo;

Parla davvero, e ogni tua parola
sarà un seme fruttuoso;


Vivi davvero, e la vita tua
sarà una grande e nobile dottrina di fede.”

Horatio Bonar




Rivelazioni shocK
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Mente, corpo e spirito


“Non si dovrebbe intraprendere la cura di una parte senza tener conto del tutto. Non dovrebbe venir fatto alcun tentativo di curare il corpo disgiunto dall’anima e, per ottenere la salute della testa e del corpo è necessario cominciare curando la mente… Perché questo è il grande errore dei nostri giorni nella cura del corpo umano, che si compie separando l’anima dal corpo”. Platone (427-347 a.C.)

L’entità umana è fatta da tre componenti fondamentali, corpo, mente e spirito che tra loro interagiscono e si condizionano a vicenda. Se il corpo è in stato di malattia la sofferenza si estende alla dimensione psichica e a quella emozionale, allo stesso modo quando è la mente a non essere in equilibrio questa condiziona la parte fisica e la sfera dei sentimenti e quando è la parte spirituale ad essere opaca questa influenza disarmonicamente il fisico e la parte psichica della persona.

Se una sola componente non è in stato di benessere si viene a creare una specie di scompenso nella natura dell’essere umano e a questa subentra l’inquietudine, la sofferenza, l’infelicità.

Se il corpo si ammala è perché l’uomo vive male, e si alimenta male, questo succede perché la sua parte ragionativa non ha ancora raggiunto i livelli necessari a comprendere le leggi della natura. Può forse una mente essere serena quando il corpo è sofferente? Le malattie psicosomatiche sono una realtà non trascurabile. Se non uomo non ha saggezza e conoscenza come può sapere che cosa è meglio per la sua mente e la sua anima? E come può la sfera emotiva non essere turbata da pensieri turbolenti o azioni delittuose? Allo stesso modo quando la fera sentimentale si esprime in modo negativo, lesivo per se stesso e gli altri, come può l’individuo essere in pace con se stesso e con gli altri?

La mente non può migliorare se stessa senza l’ausilio del corpo materiale in quanto è espressione sottile dello stesso, così il corpo non può migliorare se stesso senza l’ausilio della mente, allo stesso modo l’anima non può migliorare se stessa senza la volontà del soggetto, cioè l’azione della mente da parte della materia che la costituisce. In realtà corpo, mente e spirito sono tre mondi che si compenetrano, che si influenzano reciprocamente e sono tra loro indivisibili al punto che se una delle tre componenti viene a mancare del tutto l’individuo cessa di esistere. Quindi se le tre componenti sono inseparabili per deduzione si può supporre che alla morte del corpo fisico dell’uomo si estinguono anche la mente e la sfera spirituale. Ma tutto è all’interno dell’Uno e quando il corpo materiale si frammenta i suoi componenti restano, sotto altri aspetti, all’interno dell’Uno perché nulla sia crea e nulla si distrugge.

Se anche un solo organo è malato inevitabilmente ne soffre l’intero organismo. Ma se si vuole operare la guarigione di una delle tre parti è necessario intervenire anche sulle altre due. Il benessere integrale dell’individuo si raggiunge solo quando le tre componenti non solo sono armoniche con se stesse ma devono esserlo anche tra loro. Quando una sola di queste viene trascurata, non si sviluppa allo stesso livello delle altre due, si crea una sorta di scompenso che genera disarmonia nell’entità e quindi sofferenza fisica, psichica o spirituale. Una persona, ritenuta giusta e di sani principi morali che però usa mangiare la carne prima o poi si ammalerà sia perché non ha capito a livello mentale che questo alimento è incompatibile con la sua salute e sia perché la sua coscienza non è sensibile da condividere la sofferenza degli animali e di conseguenza, secondo la legge della causa-effetto, ne pagherà le conseguenze con la sofferenza.

Così se si vuole intervenire sulla mente dell’individuo sarà necessario considerare il livello evolutivo raggiunto dal corpo e dell’anima; se si vuole che un individuo sviluppi la sua sfera emotiva sarà necessario tener conto della dimensione fisica e psichica dell’individuo. Può succedere che un individuo abbia un fisico in apparenza in buono stato ma la sua ottima salute non durerà a lungo se vengono trascurate le altre due componenti. A volte succede che (come alcuni asceti e santi) ad un fisico ammalato corrisponda una grande sfera spirituale, ma l’individuo è sofferente perché ha trascurato una delle sue componenti, il corpo, quindi non ha realizzato il benessere integrale richiesto dalla natura per essere felice, perché in realtà un uomo ritenuto santo che mangiava la carne ha, a mio avviso, le mani insanguinate.

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L'Azione della Mente conscia sulla Mente Subconscia


Abbiamo visto che il pensiero e un attività Spirituale, dotato dunque di un potere creativo, e tutti i pensieri sono creativi, senza distinzione; compresi quelli negativi.
Conscio e Subconscio sono due fasi dell'attività mentale. Il rapporto che intercorre tra loro avviene tramite il nervo vago con cui collega i due sistemi; esce dall'encefalo, passa nel torace e si dirama verso cuore e polmoni. Nel diaframma incontra il plesso solare creando così una connessione che rende l'essere umano una singola entità.

1- I pensieri arrivano al cervello e sono sottoposti al ragionamento cosciente.

2- Appurata la validità del pensiero la mente oggettiva lo invia al plesso solare o (cervello della mente soggettiva) per oggettivarlo nella nostra carne, per trasformarlo nel nostro mondo sotto forma di realtà.

Il Verbo si fece carne Gv 1,14-18

Nell'intermezzo tra la fase "1" e la fase "2" attraverso l'intuito possiamo accettare nel caso il nostro pensiero sia piacevole o rinnegare la validità del pensiero in caso contrario.

L’Intuito esercitato in questa fase fa si che il pensiero che manterremo non conterrà germi mentali, morali o fisici che non vogliamo materializzare nelle nostre vite.
Se il plesso solare e attivo, irradia di vitalità tutto il corpo e la salute di cui gode trasmette sensazioni piacevoli a tutti coloro che sono intorno. Appena questa attività viene meno, ecco l'arrivo di sensazioni sgradevoli; il blocco del flusso energetico provoca il male, sia fisico, mentale che ambientale.

Praticate questo semplice esercizio nei momenti di riflessione.
Non lasciate che i vostri pensieri acquisiti durante la vostra vita prendano il timone del vostro futuro.

Prossimamente pubblicherò " Come applicare il principio creativo a partire dalla Causa" per individuare l'origine dei problemi.

Rivelazioni Shock
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La Scienza Perduta Della Preghiera

Gregg Braden 

LA PREGHIERA DI DAVID

Presi un’altra bottiglia d’acqua dallo zaino che portavo sulle spalle.
Erano solo le undici di mattina e il sole già alto sul deserto era penetrato nella
bottiglia di plastica, togliendo ogni residuo di freschezza al suo contenuto.
Da settimane era stata emessa un’ordinanza che proibiva di accendere fuochi
e di bruciare rifiuti. Anche gettare una sigaretta dal finestrino di un veicolo
rendeva passibili di multe piuttosto salate. 
Quello era il terzo anno di siccità
nel deserto americano del Sud Ovest. Sebbene tali eccessi climatici si mani-
festassero dappertutto, pareva che le montagne del Nuovo Messico setten-
trionale fossero particolarmente colpite. Le località sciistiche non avevano
aperto quell’anno e il Rio Grande si riduceva a un rivolo prima di immetter-
si nel Red River vicino alla città di Questa.

Nell’aprire la bottiglia, la presa della mia mano sulla plastica soffice e
calda ne fece uscire un piccolo getto. Affascinato, osservai l’acqua caduta sul
terreno. Il suolo era talmente disseccato che le gocce rotolarono formando
una pozza, prima di confluire in un piccolo avvallamento lì vicino. L’acqua
non si sparse e non fu assorbita dal terreno neanche in quella buca. Stupe-
fatto, la osservai evaporare completamente nel giro di pochi secondi.
«Il terreno è troppo assetato per bere», disse David parlando a bassa
voce dietro di me.

«L’hai mai visto così secco prima d’ora?» chiesi io.
«I vecchi dicono che l’ultima volta che la pioggia ci ha lasciati per così
tanto tempo è stato un centinaio di anni fa», rispose David. «Questa è pro-
prio la ragione per cui siamo venuti qui, per chiamare la pioggia».
Avevo incontrato David alcuni anni prima di trasferirmi definitivamen-
te nel deserto a nord di Santa Fé. Entrambi stavano facendo un viaggio sacro
lontano da casa, dalla famiglia e dai nostri cari. La sua gente chiamava una
simile esperienza un “viaggio iniziatico”. 
Per me, si trattava di un’opportu-
nità di sfuggire ai miei impegni d’affari e di vivere vicino alla terra, facendo
una valutazione periodica dello scopo e della direzione in cui andava la mia
vita. Cinque mesi dopo il nostro primo incontro, mi ritrovai a vivere a tempo
pieno nelle montagne che in precedenza avevo visitato in cerca di solitudine.
Sebbene David e io ci vedessimo raramente, quando accadeva era come se ci
fossimo visti il giorno prima. Non provavamo mai alcun imbarazzo, né il
bisogno di scusarci per il vuoto di comunicazione che si era creato fra noi.
Entrambi sapevamo che dovevamo stabilire delle priorità fra gli eventi della 

CAPITOLO VII- II linguaggio di Dio 153

vita quotidiana che richiedevano la nostra attenzione. In quel momento,
invece, stavamo condividendo un torrido mattino nel deserto estivo.
Dopo aver bevuto un lungo sorso caldo dalla bottiglia, mi alzai e mi
avviai verso David. Lui era già una ventina di passi avanti a me. Lo segui-
vo lungo un sentiero invisibile che solo lui riusciva a vedere. 
Affrettammo
il passo nell’attraversare dei cespugli di salvia e di chamiso che ci arrivavano
fino al ginocchio. Osservavo il terreno davanti a me. A ogni passo, David
sollevava una nuvoletta di polvere che subito spariva nella brezza secca e
bollente. Non lasciavamo nessuna traccia dietro di noi. David sapeva esat-
tamente dove stava andando, era un luogo speciale noto alla sua famiglia e
ai suoi avi da generazioni. Anno dopo anno, la sua gente tornava in quel
luogo per svolgervi viaggi iniziatici e riti di passaggio o in occasioni specia-
li, come quel giorno.
«Guarda là», disse David. Guardai nella direzione che indicava, ma
tutto sembrava incredibilmente simile alle altre centinaia di migliaia di acri
di salvia, ginepro e pini che ricoprivano la valle.
«Là, dove?», chiesi io.

«Laggiù, dove la terra cambia», rispose David.
Guardai meglio, studiando il terreno. Osservando la parte alta della
vegetazione, cercavo con lo guardo delle irregolarità nella distanza e nel
colore delle piante. All’improvviso qualcosa mi saltò agli occhi, come l’im-
magine nascosta di quei disegni a tre dimensioni. Guardai attentamente e
notai che in quel punto le cime delle piante di salvia erano distanziate in
maniera diversa. Dirigendomi verso quell’apparente anomalia, riuscivo a
intravedere che c’era qualcosa sul terreno, qualcosa di ampio e inaspettato.
Fermandomi per rimanere nell’ombra del mio corpo, potei distinguere una
serie di pietre bellissime, di tutti i tipi, disposte in modo da formare per-
fette geometrie di linee e di cerchi. Ogni pietra era perfettamente posizio-
nata, il che lasciava intravedere la precisione con cui mani antiche l’aveva-
no sistemata centinaia di anni prima.
«Che posto è questo?» chiesi a David. «Perché è proprio qui nel bel
mezzo del nulla?».
«Questa è la ragione per cui siamo venuti», rispose lui ridendo. «È a
causa di quello che tu chiami il “nulla” che siamo qui. Oggi ci siamo solo
tu, io, la terra, il ciclo, e il Creatore. Questo è tutto. Non c’è nient’altro,
qui. Oggi contatteremo le forze sconosciute di questo mondo, parlando
con Madre Terra, Padre Ciclo e i messaggeri del mondo intermedio».

«Oggi», disse David, «”preghiamo” la pioggia».

Sono sempre stupito dalla velocità con cui i vecchi ricordi possono river-
sarsi nel presente. Sono egualmente meravigliato dalla velocità con cui essi
scompaiono. Prontamente, la mente creò le immagini di ciò che mi aspettavo
di vedere nel giro di pochi minuti. Rammentai alcune scene di preghiera che
mi erano familiari. Mi ricordai di essermi recato in villaggi vicini e di aver
visto degli indiani, vestiti di indumenti naturali. Li avevo osservati mentre si
muovevano ritmicamente al battito di mazzuoli di legno che percuotevano
tamburi di pelle d’alce, tesa su telai fatti di legno di pino. Nulla di ciò che
ricordavo, però, fu in grado di prepararmi a ciò a cui stavo per assistere.
«Il cerchio di pietre è una ruota di medicina», mi spiegò David. «È qui
da tempo immemorabile, per quanto la mia gente ricordi. La ruota di per
sé non ha alcun potere. Fa da punto focale per chi formula la preghiera.
Puoi considerarla una mappa stradale».


Dovevo avere un’espressione perplessa. David anticipò il mio pensiero
e rispose prima ancora che finissi di formulare mentalmente la domanda.
«Questa è una mappa fra gli umani e le forze di questo mondo», disse
rispondendo alla domanda che non gli avevo ancora fatto. «La mappa è
stata creata proprio in questo posto perché qui le membrane fra i mondi
sono molto sottili. Il linguaggio di questa mappa mi è stato insegnato fin
da quando ero ragazzo. Oggi viaggerò su un antico sentiero che conduce ad
altri mondi. Da quei mondi, parlerò con le forze di questa terra per fare ciò
che siamo venuti a fare: chiamare la pioggia».

Guardai David mentre si toglieva le scarpe. Perfino il modo in cui sle-
gava i lacci dei suoi consunti scarponcini era come una preghiera – metodi-
co, intenzionale, un gesto sacro. A piedi scalzi, a contatto con la terra, David
mi voltò le spalle e si diresse verso il cerchio di pietre. Senza produrre il mini-
mo suono circumnavigò la ruota, ponendo grande attenzione al rendere
onore alla posizione di ciascuna pietra. Con riverenza verso i suoi antenati,
camminava a piedi nudi sul terreno bollente. A ogni passo, le sue dita si tro-
vavano a pochissimi centimetri dalle pietre esterne. Non ne toccò mai nean-
che una. Ogni pietra rimase esattamente dove l’avevano messa le mani di
qualcun altro, qualcuno che apparteneva a una generazione da lungo tempo
estinta. Mentre percorreva il bordo più esterno del cerchio, David si girò, il
che mi permise di vederlo in viso. Con stupore, notai che aveva gli occhi
chiusi. Li aveva sempre tenuti chiusi. Stava rendendo omaggio alla posizione
di ciascuna di quelle pietre tonde e bianche, percependo esattamente qual’era 
la posizione dei suoi piedi! Quando tornò nuovamente vicino a me, David si
fermò, raddrizzò la postura e pose le mani davanti al volto in segno di pre-
ghiera. Il suo respiro divenne quasi impercettibile. Sembrava non accorgersi
del calore del sole di mezzogiorno. Dopo essere rimasto alcuni minuti in
quella posizione, fece un respiro profondo, si rilassò e si girò verso di me.
«Andiamo. Il nostro lavoro qui è finito», disse guardandomi dritto
negli occhi.

«Di già?» chiesi io, un po’ sorpreso. Mi sembrava che fossimo appena
arrivati. «Credevo che avresti pregato per la pioggia».
David si sedette a terra per mettersi le scarpe. Guardandomi, sorrideva.
«No, io ho detto che avrei “pregato la pioggia”», rispose. «Se avessi pre-
gato per la pioggia, non potrebbe mai arrivare».
Quel pomeriggio il tempo cambiò. La pioggia iniziò all’improvviso,
con alcuni rovesci sulla piana davanti alle montagne verso est. Nel giro di
pochi minuti le gocce diventarono sempre più grosse e frequenti, fino a che
non scoppiò un vero e proprio temporale. Delle enormi nuvole nere si fer-
marono sopra la valle verso nord e oscurarono le montagne del Colorado
per il resto del pomeriggio e della serata. L’acqua si accumulò più veloce-
mente di quanto il terreno non riuscisse ad assorbirla e in breve tempo la
gente del luogo cominciò a temere gli allagamenti. Fissavo quei diciotto chi-
lometri di piante di salvia che si frapponevano fra me e la catena montuosa
a est. La valle ora aveva l’aspetto di un vasto lago.

Quella sera ascoltai i bollettini meteorologici trasmessi dalle TV loca-
li. Sebbene non fossi sorpreso, ricordo di aver provato un senso di sconcer-
to guardando le mappe climatiche colorate che scorrevano velocemente
sullo schermo. Una serie di frecce animate indicavano una tipica confor-
mazione di aria fredda e umida in provenienza dal Nord Ovest del Pacifico,
che attraversava lo stato dello Utah immettendosi poi nel Colorado, come
spesso accadeva nei mesi estivi. Poi, inspiegabilmente, la corrente cambia-
va il suo corso e faceva qualcosa di strano. Osservavo stupefatto la massa di
aria che scendeva con precisione verso il Colorado meridionale e il Nuovo
Messico settentrionale, prima di avvolgersi a spirale e ripartire in direzione
nord, riprendendo il suo percorso attraverso le regioni centro-occidentali
degli Stati Uniti. La discesa provocò la compresenza di una bassa pressione
e di aria fredda con aria calda e umida proveniente dal Golfo del Messico:
una ricetta perfetta per far piovere. A giudicare dai bollettini, sembrava che
ci sarebbe stata pioggia, e molta. Telefonai a David la mattina dopo.

«Che pasticcio!» esclamai. «Le strade sono allagate. Ci sono case e campi
alluvionati. Cosa è successo? Come spieghi tutta questa pioggia?». La voce
dall’altro capo del filo rimase in silenzio per alcuni secondi.
«È questo il problema», disse David. «Quella è la parte della preghiera
che ancora non ho afferrato bene!».
Il giorno successivo il terreno era abbastanza umido da riuscire ad
assorbire più acqua. Guidai attraverso vari piccoli villaggi per recarmi nella
città più vicina. La gente era estasiata dall’arrivo della pioggia. I bambini
giocavano nel fango. I contadini affollavano i negozi di mangimi e le fer-
ramenta, per ricominciare a occuparsi di allevamento e di agricoltura. I rac-
colti avevano riportato danni minimi. Il bestiame aveva acqua da bere negli
stagni e sembrava che al Nuovo Messico del Nord sarebbe stato risparmiato
il sacrificio della siccità, almeno per il resto dell’estate.

La storia di David illustra meravigliosamente il funzionamento della mo-
dalità di preghiera che è stata dimenticata dalla nostra cultura quasi duemila
anni fa. Dopo la breve cerimonia all’interno della ruota di medicina, David
mi aveva guardato e aveva detto semplicemente: «Andiamo, il nostro lavoro
qui è finito». Il resto del tempo che trascorsi con lui quel giorno ora ha molto
più senso per me e riveste un’importanza molto maggiore.
Adesso so che cosa voleva dire David con la frase: «Sono venuto a prega-
re la pioggia». Il resto della storia è più chiaro se è detto con le parole di David.
«Quand’ero giovane», aveva raccontato, «i nostri anziani mi hanno
tramandato il segreto della preghiera. Il segreto è che quando chiediamo
qualcosa, diamo un riconoscimento a ciò che non abbiamo. Continuare a
chiedere non fa che dare potere a ciò che non si è mai realizzato.

Il sentiero esistente fra l’uomo e le forze di questo mondo comincia
nei nostri cuori. È qui che il mondo dei nostri sentimenti si sposa col
mondo del nostro pensiero. Ho iniziato la mia preghiera con un senti-
mento di gratitudine per tutto ciò che è e per tutto ciò che è stato. Ho reso
grazie per il vento del deserto e per il calore e la siccità, perché così sono
andate le cose fino al momento presente. Non è una cosa buona e nem-
meno una cosa cattiva. Questa è stata la nostra medicina.

Poi ho scelto una nuova medicina. Ho iniziato a sentire cosa si prova
in presenza della pioggia. Ho sentito la pioggia sul mio corpo. Stando in
piedi dentro il cerchio di pietre, ho immaginato di trovarmi nella piazza
principale del mio villaggio, a piedi nudi nella pioggia. Ho sentito la terra
bagnata che mi entrava fra le dita dei piedi. Ho annusato l’odore della
pioggia che emana dai muri di paglia e fango del nostro villaggio dopo un
temporale. Ho provato la sensazione che provoca il camminare in mezzo
ai campi di granturco che cresce alto fino al petto perché le piogge sono
state abbondanti. Gli anziani ci ricordano che questo è il modo in cui sce-
gliamo il nostro sentiero nel mondo. Dobbiamo prima avere in noi i sen-
timenti collegati a ciò che decidiamo di sperimentare. Così facendo pian-
tiamo i semi di una nuova via da percorrere. Da quel punto in poi», con-
tinuò David, «la nostra preghiera si trasforma in un ringraziamento».
«Ringraziamento? Vuoi dire che ringraziamo per ciò che abbiamo
creato?».
«No, non per quello che possiamo aver creato», rispose David. «La
creazione è già completa. La nostra preghiera diventa una preghiera di rin-
graziamento per l’opportunità di scegliere quale creazione vogliamo speri-
mentare. Attraverso la gratitudine noi rendiamo omaggio a tutte le possi-
bilità, e portiamo in questo mondo quelle che scegliamo».
In questo modo, usando il linguaggio della sua gente, David aveva
condiviso con me il segreto della comunione con le forze del mondo in cui
viviamo e con il corpo umano. Sebbene avessi udito con le mie stesse orec-
chie ciò che aveva detto e l’avessi compreso, oggi le sue parole hanno anco-
ra più significato per me.

Dopo il mio incontro con David feci altre ricerche su testi antichi e
contemporanei. Scoprii che molti gruppi, organizzazioni e filosofie avevano
fatto accenni alla nostra perduta modalità di preghiera. Molti continuano a
farlo ancora oggi, attraverso tecniche che ci suggeriscono di «pensare come
se le nostre preghiere si fossero già realizzate», oppure di comportarci «come
se provenissimo dal luogo in cui la nostra preghiera è stata esaudita». Però,
per quanto abbia fatto ricerche ulteriori sulle loro tecnologie, la componen-
te del sentimento è quasi sempre assente.

Durante la metà del ventesimo secolo, un uomo conosciuto semplice-
mente come Neville riportò la modalità perduta di preghiera in primo
piano nel pensiero contemporaneo col suo pioneristico lavoro sulle leggi di
causa e di effetto. Nato alle Barbados, nelle Indie Occidentali, Neville ha
delineato chiaramente la sua filosofìa, che descrive come portare in vita i
nostri sogni attraverso l’uso del sentimento, invitandoci a «far diventare [il
nostro] sogno futuro un fatto del presente provando il sentimento del
[nostro] desiderio realizzato».4 Inoltre, Neville indica che è l’amore che
proviamo per la nostra nuova condizione a darle la forza necessaria perché
essa si manifesti. «Se non siete voi stessi ad entrare nell’immagine e a pen-
sare in base ad essa, essa non è in grado di manifestarsi». 5 Esaminare una
preghiera specifica, come per esempio una preghiera di pace, può aggiun-
gere concretezza a questi concetti talvolta nebulosi.

Molti dei condizionamenti presenti nelle tradizioni occidentali ci
hanno invitato a “chiedere” che la pace si realizzi in circostanze specifiche
del nostro mondo. Ad esempio, quando invochiamo che la pace sia pre-
sente, senza saperlo stiamo forse dando un riconoscimento alla mancanza
di pace nel mondo, rafforzando involontariamente lo stato di non-pace.
Dalla prospettiva della nostra quinta modalità di preghiera, ci viene richie-
sto di creare la pace nel mondo attraverso le qualità di pensiero, sentimento
ed emozione presenti nel nostro corpo. Una volta creata l’immagine
mentale che corrisponde al nostro desiderio e una volta provato nel cuore
il sentimento corrispondente al desiderio realizzato, tutto è già accaduto!
Sebbene l’intento della nostra preghiera possa non essersi completamente
manifestato ai nostri sensi, noi presupponiamo che sia così. Il segreto della
quinta modalità di preghiera sta nell’ammettere che, quando proviamo un
sentimento, l’effetto di quel sentimento ha avuto luogo da qualche parte, a
qualche livello della nostra esistenza.
La nostra preghiera, quindi, nasce da una prospettiva molto diversa.
Anziché chiedere che il risultato della preghiera si realizzi, noi riconosciamo il
nostro ruolo di parte attiva nella creazione e rendiamo grazie per ciò che
siamo certi di aver creato. Sia che vediamo dei risultati immediati o no, il
nostro ringraziamento riconosce il fatto che da qualche parte nella creazione
la nostra preghiera è già stata esaudita. In questo modo essa diventa una preghiera affermativa di ringraziamento, che alimenta la nostra creazione permettendole di sbocciare col suo potenziale più alto.


Tratto dal testo “L’Effetto Isaia” di Gregg Braden
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Le immagini mentali sono la Causa!





Questo non significa che solo un certo pensiero sia creativo. Tutto il pensiero è creativo che sia positivo o negativo. E il pensiero può essere usato in modo negativo attraverso il processo di rifiuto.
Ne consegue che se rifiutate condizioni insoddisfacenti, voi state allontanando il potere creativo del vostro pensiero da queste condizioni sfavorevoli. Così l’allontanamento del vostro pensiero dalla contemplazione di condizioni insoddisfacenti metterà gradualmente ma sicuramente fine a quelle condizioni. 

Nel creare un’Immagine Mentale o un Ideale, noi proiettiamo un pensiero nella Sostanza Universale dalla quale tutte le cose sono state create.
Così il pensiero apparentemente più insignificante della mente conscia provoca una certa attività nel subconscio, la cui intensità dipende dalla profondità del sentimento che caratterizza quel pensiero.
Per sottrarre la potenza creativa del tuo pensiero alle condizioni sfavorevoli; devi Rinnegare queste ultime. Così facendo le elimini alla radice.


Rivelazioni Shock
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Dio è Spirito Universale

Dio è uno Spirito Universale




Rivelazioni Shock

“Dio è spirito.” Egli è una presenza spirituale universale. Il Padre Universale è una realtà spirituale infinita; egli è “il sovrano, eterno, immortale, invisibile ed il solo vero Dio”. Anche se voi siete “la progenie di Dio”, non dovete credere che il Padre sia simile a voi nella forma e nel fisico perché vi è stato detto di essere stati creati “a sua immagine”—abitati da Monitori del Mistero inviati dalla dimora centrale della sua presenza eterna. Gli esseri spirituali sono reali, sebbene siano invisibili all’occhio umano e non abbiano carne e sangue.

Disse il profeta di un tempo: “Ecco, egli cammina vicino a me, ed io non lo vedo; passa oltre, ma io non lo percepisco.” Noi possiamo osservare costantemente le opere di Dio, possiamo essere altamente coscienti delle prove materiali della sua condotta maestosa, ma raramente possiamo contemplare la manifestazione visibile della sua divinità, e neppure vedere la presenza del suo spirito delegato che risiede nell’uomo.


Il Padre Universale non è invisibile per celarsi alle creature inferiori con impedimenti materiali e limitate doti spirituali. La situazione è piuttosto la seguente: “Voi non potete vedere la mia faccia, perché nessun mortale può vedermi e vivere.” Nessun uomo materiale potrebbe contemplare lo spirito di Dio e conservare la sua esistenza mortale. È impossibile per i gruppi inferiori di esseri spirituali o per qualunque ordine di personalità materiali avvicinare la gloria e lo splendore spirituale della presenza della personalità divina. La luminosità spirituale della presenza personale del Padre è una “luce che nessun uomo mortale può avvicinare, che nessuna creatura materiale ha visto o può vedere”. Ma non è necessario vedere Dio con gli occhi della carne per discernerlo attraverso la visione per fede della mente spiritualizzata.

La natura spirituale del Padre Universale è pienamente condivisa con il suo essere coesistente, il Figlio Eterno del Paradiso. Sia il Padre che il Figlio condividono similmente lo spirito universale ed eterno, pienamente e senza riserve, con il loro coordinato congiunto in personalità, lo Spirito Infinito. Lo spirito di Dio, in se stesso e per se stesso, è assoluto; nel Figlio è non qualificato, nello Spirito è universale, ed in tutti loro e grazie a loro, infinito.

Dio è uno spirito universale; Dio è la persona universale. La realtà personale suprema della creazione finita è spirito; la definitiva realtà del cosmo personale è spirito absonito. Solo i livelli dell’infinità sono assoluti, e solo su questi livelli c’è finalità di unità tra materia, mente e spirito.

Negli universi Dio il Padre è, potenzialmente, il supercontrollore della materia, della mente e dello spirito. Dio tratta direttamente con le personalità della sua immensa creazione di creature dotate di volontà solamente per mezzo del suo esteso circuito della personalità; ma (all’esterno del Paradiso) egli è contattabile soltanto nelle presenze delle sue entità frammentate, la volontà di Dio dappertutto negli universi. Questo spirito del Paradiso, che abita la mente dei mortali del tempo e che in essa favorisce l’evoluzione dell’anima immortale della creatura sopravvivente, è della stessa natura e divinità del Padre Universale. Ma le menti di tali creature evoluzionarie hanno origine negli universi locali e devono acquisire la perfezione divina compiendo quelle trasformazioni esperienziali di realizzazione spirituale che sono il risultato inevitabile della scelta della creatura di fare la volontà del Padre nei cieli.

Nell’esperienza interiore dell’uomo la mente è congiunta alla materia. Questa mente legata alla materia non può sopravvivere al decesso del mortale. La tecnica della sopravvivenza è contenuta in quegli aggiustamenti della volontà umana ed in quelle trasformazioni nella mente mortale per mezzo delle quali un intelletto cosciente di Dio viene gradualmente istruito dallo spirito ed infine guidato dallo spirito. Questa evoluzione della mente umana, dall’associazione con la materia all’unione con lo spirito, porta alla trasmutazione delle fasi potenzialmente spirituali della mente mortale nelle realtà morontiali dell’anima immortale. La mente umana asservita alla materia è destinata a diventare sempre più materiale e di conseguenza a subire l’estinzione finale della personalità. La mente sottomessa allo spirito è destinata a diventare sempre più spirituale ed alla fine a raggiungere l’unione con lo spirito divino che sopravvive e la guida, ed in questo modo ad ottenere la sopravvivenza e l’eternità dell’esistenza della personalità.

Io provengo dall’Eterno e sono tornato ripetutamente alla presenza del Padre Universale. Sono a conoscenza dell’esistenza reale e della personalità della Prima Sorgente e Centro, il Padre Eterno ed Universale. So che il grande Dio, oltre che assoluto, eterno ed infinito, è anche buono, divino e misericordioso. Conosco la verità delle grandi affermazioni: “Dio è spirito” e “Dio è amore”, e questi due attributi sono rivelati più completamente all’universo nel Figlio Eterno.


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Paura del buio?

Paura del buio?



Rivelazioni Shock

Basta veramente niente. La parete di un vaso sanguigno che cede, un grumo di cellule che si riproduce in modo incontrollato. Una caduta da un’altezza sufficiente, un virus microscopico. Siamo fragili. Se sopravviviamo è solo perché ci troviamo su questo minuscolo strato che chiamiamo “biosfera”, per il quale la selezione naturale ci ha altamente adattati. In qualunque altro punto del cosmo moriremmo quasi istantaneamente.
Ci piace pensare che l’universo sia disegnato apposta per noi, ma l’universo è fatto di 400 milioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di km^3 pronti a ucciderci all’istante, eccezion fatta per la superficie di un minuscolo sassolino sospeso nel vuoto, che un giorno verrà inghiottito dalla sua stessa stella madre.


Siamo come una matita in equilibrio sulla sua punta: un istante e tac, ci ritroviamo orizzontali e lì rimaniamo. Quando un astronomo dice «Betelgeuse esploderà tra poco» intende «entro il prossimo milione di anni». È vero che gli astronomi parlano in un modo tutto loro, ma è vero anche che i nostri tempi-scala sono ridicoli rispetto a quelli cosmici. Duriamo talmente poco che ci sembra di vivere in un universo immobile nonostante tutto sfrecci a milioni di km/h come tante schegge impazzite. Siamo come esserini che vivono per un nanosecondo in una cascata e non si accorgono nemmeno che l’acqua si sta muovendo.

Siamo apparentemente anche l’unica specie su questo pianeta a renderci conto di tutto questo. Nessun altro con cui parlarne se non tra noi. Abbiamo anche provato a inviare messaggi nello spazio, senza mai ricevere risposta. Doppia spunta blu cosmica. Anzi, peggio: non sappiamo nemmeno se qualcuno ci sia, là fuori, in grado di ascoltarci.Eppure ci piace disegnare linee immaginarie sulle mappe. Abbiamo il 99,9% del nostro genoma in comune con quello di qualunque altro essere umano.

Se fossimo libri, la differenza tra me e te sarebbe di appena una lettera per pagina. Questa è la differenza tra chi odia e chi è odiato, tra chi ama e chi è amato. La verità è che siamo tutti vivi per miracolo, fragili come fibre di vetro e soli come cani sotto la pioggia. Ci piace disegnarle, quelle linee, ma sappiamo anche che sono immaginarie. Siamo tutti prodotti dell’eterno riciclo degli atomi nell’universo.

A partire dai quark la forza attrattiva nucleare ha generato i nuclei atomici. A partire dai nuclei atomici la forza attrattiva elettromagnetica ha generato gli atomi. A partire dagli atomi la forza attrattiva gravitazionale ha generato le stelle e i pianeti. Su questo pianeta ci siamo noi, e a partire da noi un’altra forza attrattiva, che però non sta nei libri di fisica, genera tutto ciò che di buono può venire dalla nostra specie.
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Neverland – Un sogno per la vita

Neverland – Un sogno per la vita


Rivelazioni Shock

Da qualche tempo a questa parte al cinema vengono portate, con estremo successo devo dire, le vite di autori e scrittori, prendendo ad esempio solo quelli inglesi si inzia con Viaggio in Inghilterra che racconta la vita di C.S. Lewis e di sua moglie Joy, Miss Potter, la biografia dell’illustratrice per l’infanzia Beatrix Potter, Becoming Jane la vita della giovane talentuosa Jane Austen per arrivare a Neverland – Un sogno per la vita, la vita dell’ autore della celeberrima storia di Peter Pan, James Barrie.
The Colonist ha inoltre annunciato che a marzo inizieranno le riprese di Strange magic, film che parlerà della vita di J. K. Rowling che racconterà la sua storia fin dall’ infanzia per arrivare al grandissimo successo della saga di Harry Potter , il film sarà diretto da Paul A. Kaufman.Inoltre si vocifera da tempo di Out the window biografia di Charles Dicken.


Cosa hanno tutte queste opere in comune? semplicemente la fantasia.Neverland – Un sogno per la vita. I sogni sono l’essenza della vita per James Barrie come lo sono per buona parte di noi. La premessa che è necessario fare per vedere un film come Neverland è proprio questa. La divisione fra ragione e sentimento, creatività e razionalità, genio e regolatezza. Alla rappresentazione di una commedia teatrale, il successo non sembra sorridere a Barrie (Johnny Depp).
Le sue pièce non riscuotono riscontri positivi e la creatività sembra venire meno. Il suo impresario (un divertente e compiaciuto Dustin Hoffmann) è disposto amorevolmente a dargli un’altra possibilità, ma lo scrittore, in un momento in cui anche la relazione matrimoniale non gode di buona salute, si rifugia in una amicizia particolare con una vedova con quattro figli, per i quali diventa come un padre. 
E’ la sua fantasia che fa volare la sua mente e quella della numerosa famiglia. Nei momenti di felicità e in quelli drammatici. Per James Barrie tornare a sognare è come rinascere. Neverland è semplicemente la vita di un uomo che non ha mai perso il desiderio di rimanere bambino. 
La sceneggiatura, adattata da David Magee sulla base di una commedia teatrale di successo, The who was Peter Pan, di Allan Knee, è la vera forza del film.

L’ultima delle versioni cinematografiche di Peter Pan la quarta in successione dopo il Peter Pan (1924) di Herbert Brenon, Le avventure di Peter Pan (1953) della Disney e l’Hook (1991) di Steven Spielberg – si presenta inizialmente come la più classica nei toni e nelle atmosfere, probabilmente, la più fedele trasposizione del romanzo. 
Anche se motivi di perplessità risiedono alla base di alcune scelte rappresentative: troppi sguardi e ammiccamenti tra Peter e Wendy, espressione di una sensualità adolescenziale che forse dovrebbe rimanere tra le righe, troppa “modernità” nel linguaggio dei bambini di Neverland che dovrebbe essere collocata in una zona senza tempo.Anche se il lavoro è sicuramente è il migliore visto fino ad ora ed lontano dall’agghiacciante Hook di Spielberg con i suoi terribili bambini dell’isola che non c’è vestiti come una baby gang su skateboard.

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Noi siamo ciò che abbiamo pensato

Noi siamo ciò che abbiamo pensato


I pensieri sono cose. I tuoi pensieri non sono solo soffi, delle nuvolette alla deriva nella testa. I pensieri sono cose. Sono davvero unità di energia misurabili, impulsi elettrici biochimici. Sono onde di energia che, per quanto ne sappiamo, penetrano tempo e spazio.
I pensieri sono potenti. Sono reali e misurabili, sono energia. Ogni pensiero è un’affermazione dei propri desideri all’universo. Ogni singolo pensiero genera un cambiamento fisiologico nel corpo. Noi siamo il prodotto di tutti i nostri pensieri che abbiamo avuto, di tutti i sentimenti che abbiamo provato, di tutte le azioni che abbiamo intrapreso fino ad oggi. E… i pensieri che formuliamo oggi, i sentimenti che proviamo oggi, le azioni che facciamo oggi determineranno le nostre esperienze di domani. Dunque, è imperativo imparare a pensare e comportarsi in modo positivo, in sintonia con ciò che davvero vogliamo essere, fare e vivere nella vita.
Il gioco della vita è il gioco del boomerang. Pensieri, azioni e parole prima o poi tornano indietro, con una precisione stupefacente. - Florence Shinn

I pensieri influenzano il corpo.
Sappiamo dai poligrafi, i test della macchina della verità, che il nostro corpo reagisce a ciò che pensiamo, cambiando temperatura, frequenza del battito cardiaco, respirazione, tensione muscolare, e quantità di sudorazione alle mani.

Rivelazioni Shock

Ipotizziamo che tu sia collegato ad una macchina della verità, e che ti venga chiesto: “Hai preso tu il denaro?”. Se ti l’avessi preso e mentissi, le mani potrebbero sudare, o diventare fredde, il cuore batterebbe più velocemente, la pressione sanguigna salirebbe, la respirazione sarebbe più veloce e i muscoli tesi. Queste reazioni fisiologiche non avvengono solo quando si sta mentendo, ma come reazione ad ogni pensiero. Ogni singola cellula del vostro corpo è influenzata da ogni vostro pensiero! Dunque, è chiara l’importanza dell’imparare a pensare il più positivamente possibile. I pensieri negativi sono tossici e influenzano il corpo in modo negativo. Ti indeboliscono, ti fanno trasudare, creano tensione muscolare e generano addirittura un ambiente più acido all’interno del corpo. Aumentano la possibilità di ammalarsi di cancro ( le cellule cancerogene prosperano in un ambiente acido) e di altre malattie. Inoltre tendono a emettere delle vibrazioni negative che attraggono altre esperienze dello stesso tipo. I pensieri positivi, al contrario, influenzeranno il tuo corpo in maniera positiva. Ti faranno sentire più rilassato, più equilibrato e pronto. Stimolando il rilascio di endorfine nel cervello, riducendo il dolore e aumentando il piacere.
Oltre a questo, i pensieri positivi emanano energia positiva che attrae esperienze altrettanto positive.


Jack Canfield

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L'IO SONO

L'IO SONO





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Un messaggio che arriva da prima del 2012 e che tuttavia è molto attuale e così importante per tutti noi. "Arriviamo qui senza ricordare tutto e l’oro sta proprio in questo, il succo sta in questo perché se veniste qui, su questo bellissimo pianeta ricordando chi siete, ricordando cosa rappresentate ricordando la grandezza dell’IO SONO e ricordando Dio/Dea è così trionfale, è così magnifico, è così meraviglioso, al di là di ogni svantaggio.

Noi ricordiamo chi eravamo, ricordiamo l’anima dentro di noi, quell’importante qualità divina in noi che è Dio/Dea e attraverso tutti gli alti e bassi, tutte le decisioni da prendere ogni giorno, ricordare il nostro Sé superiore e sapere che siamo connessi con ogni cosa là fuori: passare quel test per me è glorioso è fantastico.
E così, ricordare le mie vite passate o no, non ha davvero importanza.


Ciò che so è che ho scelto di venire qui dopo che mi è stato chiesto di venire su questo pianeta e io ho risposto SI ho acquisito un corpo e ora sono qui, su questa madre sacra e meravigliosa, così tanti Spiriti non sono potuti venire ma noi siamo stati invitati ed io sono qui ed ho l’occasione di parlare dal cuore e dall’anima sono solo una ma io sono l’Uno e farò il possibile per fare la differenza farò di tutto per ricordare chi in realtà sono ed insegnare ciò che sono venuta ad insegnare che nostra madre terra è sacra è un Essere divino e io la amo tantissimo e indipendentemente da quanto possa essere arduo sono solo 1% ed è travolgente essere l’incaricata delle tribù della Tribù Multicolore essere incaricata di parlare al mondo a volte l’incarico è schiacciante.
Ma sono qui ho detto SI e sono venuta e so con ogni fibra del mio essere quanto questo messaggio sia importante, dire a tutti di ricordare: voi siete il grande IO SONO voi siete il vostro stesso Creatore, voi potete cambiare questo Pianeta, potete trasformare chi siete, potete fare la differenza, potete salvare gli animali che vengono abbattuti, potete dare amore agli sconosciuti.

Possiamo amare i senzatetto e gli alcolizzati tanto quanto amiamo i nostri genitori.
Anche loro sono noi. Senza alcun giudizio possiamo dare amore a tutti. Possiamo donare benedizione a tutti. Possiamo vivere dal nostro cuore. Ecco perché sono venuta. Indipendentemente da quanto sia dura consacrerò la mia vita alla diffusione di questo messaggio che dobbiamo ricordare la nostra Madre Terra, dobbiamo ricordare quanto è sacra, dobbiamo ricordare che noi siamo sacri, che siamo tutti Creatori divini, siamo Fratelli e Sorelle e che niente ci può separare.

Mai più potremo essere separati dalle religioni, dalla razza, dai governi. Voi siete i miei Fratelli e le mie Sorelle, non importa dove vivete voi siete miei e io vi amo possiamo amarci gli uni con gli altri noi siamo l’un l’altro.
E così, ecco perché sono venuta e farò di tutto per onorare mio padre".

Kiesha Crowther

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Uso corretto della Volontà

Uso corretto della Volontà



Rivelazioni Shock

Per cominciare a diventare ricchi in maniera scientifica, non dovete cercare di esercitare la vostra forza di volontà su alcuna cosa al di fuori di voi stessi. E in ogni caso, non avete alcun diritto di farlo. È sbagliato esercitare la propria volontà su altri uomini o donne per poter ottenere che facciano ciò che si vuole. È altrettanto palesemente sbagliato costringere le persone attraverso il potere mentale, come lo è costringerle con il potere fisico. Se obbligare con la forza fisica le persone a fare delle cose per voi le riduce in schiavitù, obbligarle con mezzi mentali produce esattamente lo stesso risultato; l’unica differenza sta nel metodo usato.

Se prendere cose alla gente con la forza fisica è un furto, prendere cose con la forza mentale lo è altrettanto; in linea di principio, non sussiste alcuna differenza. Non avete alcun diritto di usare la vostra forza di volontà con un’altra persona, anche “per il suo stesso bene”, poiché voi non sapete cosa sia bene per lei. La scienza del diventare ricchi non richiede che esercitiate potere o forza su alcun’altra persona, in alcun modo possibile. Non c’è la benché minima necessità di farlo; anzi, qualsiasi tentativo di usare la vostra volontà sugli altri tenderà unicamente a non farvi raggiungere il vostro scopo.

Non avete bisogno di esercitare il vostro potere sulle cose, per costringerle a venire a voi. Ciò significherebbe semplicemente cercare di costringere Dio, e sarebbe stupido e inutile, oltreché irriverente.

Non dovete costringere Dio a darvi cose buone, non più di quanto dobbiate usare la vostra forza di volontà per far sorgere il sole. Non dovete usare la vostra forza di volontà per conquistare una divinità ostile, o per far sì che forze ostinate e refrattarie eseguano i vostri ordini. La Sostanza vi è amica, ed è più ansiosa lei di darvi ciò che volete di quanto non lo siate voi di riceverlo. Per essere ricchi, è necessario soltanto che esercitiate la vostra forza di volontà su voi stessi.

Quando sapete ciò che dovete pensare e fare, allora dovete usare la vostra volontà per obbligarvi a pensare e a fare le cose giuste. Questo è il legittimo uso della volontà nell’ottenere ciò che volete: usarla per mantenervi sulla strada giusta. Usate la vostra volontà per far sì che continuiate a pensare e ad agire nel Certo Modo. Non cercate di proiettare la vostra volontà, o i vostri pensieri, o la vostra mente, nello spazio al di fuori di voi, per “agire” sulle cose o sulle persone.
Tenete la mente a casa vostra; può realizzare molto di più lì che da qualsiasi altra parte. Usate la vostra mente per formare un’immagine mentale di ciò che volete, e per mantenere questa visione con fede e proposito; e usate la vostra volontà per far sì che la vostra mente continui a lavorare nel Modo Giusto. Più la vostra fede e il vostro proposito sono costanti e continui, più rapidamente diverrete ricchi, perché produrrete soltanto impressioni POSITIVE sulla Sostanza; e non le neutralizzerete, né le controbilancerete con impressioni negative.

L’immagine dei vostri desideri, mantenuta con fede e proposito, viene assorbita dalla Sostanza Informe, e la pervade per grandi distanze – anzi, da una parte all’altra dell’universo, per quanto ne so. Mentre questa impressione si espande, tutte le cose vengono messe in movimento verso la sua realizzazione; ogni cosa vivente, ogni cosa inanimata, e le cose ancora non create, vengono stimolate affinché manifestino ciò che volete.
Tutta la forza comincia a essere impiegata in quella direzione; tutte le cose cominciano a muoversi verso di voi. La mente delle persone, ovunque, viene influenzata a fare le cose necessarie all’appagamento dei vostri desideri; ed esse, inconsciamente, lavorano per voi. Ma voi potete verificare tutto questo cominciando a creare un’impressione negativa nella Sostanza Informe. Il dubbio o la sfiducia fanno iniziare un movimento di allontanamento da voi proprio come la fede e il proposito ne fanno partire uno verso di voi.
È proprio per la mancata comprensione di questo punto che fallisce la maggior parte delle persone che cercano di far uso della “scienza mentale” per diventare ricche. Ogni ora e ogni momento che passate a dare attenzione a dubbi e paure, ogni ora che passate a preoccuparvi, ogni ora in cui la vostra anima è posseduta dallo scetticismo crea una corrente che si allontana da voi in tutto il campo della Sostanza Intelligente.
Tutte le promesse sono per colui che crede, e soltanto per lui. Notate quanto Gesù insistesse sulla questione del credere; e ora sapete il perché. Poiché il credere è della massima importanza, è necessario che teniate d’occhio i vostri pensieri; e poiché le vostre convinzioni saranno plasmate, per la maggior parte, dalle cose che osservate e a cui pensate, è importante che abbiate il controllo della vostra attenzione. Ed è qui che entra in funzione la volontà, dato che è attraverso la vostra volontà che decidete su quali cose si fisserà la vostra attenzione.

Se volete diventare ricchi, non dovete fare un esame attento della povertà. Le cose non vengono portate in vita pensando al loro contrario. Non è mai possibile ottenere la buona salute studiando la malattia e pensando alla malattia; la rettitudine non si può promuoverla studiando il peccato e pensando al peccato; e nessuno può mai diventare ricco studiando la povertà e pensando alla povertà. La medicina, in quanto scienza della malattia, ha fatto aumentare la malattia; la religione, come scienza del peccato, ha favorito il peccato, e l’economia, in quanto studio della povertà, riempirà il mondo di miseria e di indigenza.
Non parlate di povertà; non analizzatela, né preoccupatevene. Non vi interessate a quali siano le sue cause; non avete niente a che fare con esse. Quel che vi interessa è la cura. Non passate il vostro tempo a occuparvi di opere caritatevoli, o di movimenti di beneficenza; tutta la beneficenza tende unicamente a perpetuare la miseria che mira a estirpare. Non sto dicendo che dovreste essere duri di cuore e inclementi, e rifiutarvi di ascoltare il grido di bisogno delle persone; ma non dovete cercare di estirpare la povertà in alcun modo tradizionale.
Lasciatevi alle spalle la povertà, lasciatevi alle spalle tutto ciò che la riguarda, e “fate fortuna”. Diventate ricchi; è questo il miglior modo di aiutare chi è povero. E non potete mantenere l’immagine mentale che vi renderà ricchi se vi riempite la mente con immagini di povertà. Non leggete libri o giornali che forniscono resoconti circostanziati della miseria in cui versano gli abitanti delle case popolari, o degli orrori del lavoro minorile, e così via. Non leggete nulla che vi riempia la mente di tristi immagini di povertà e sofferenza. Non potete assolutamente aiutare i poveri apprendendo queste cose; e la diffusa conoscenza di tali cose non tende affatto a eliminare la povertà.

Quel che tende a eliminare la povertà non è infilarvi nella mente immagini di povertà, bensì mettere immagini di ricchezza nella mente di chi è povero. Non state abbandonando i poveri alla loro miseria quando vi rifiutate di permettere alla vostra mente di riempirsi di immagini di quella miseria. La povertà può essere bandita non aumentando il numero di persone ricche che pensano alla povertà, ma aumentando il numero di persone povere che si propongono con fede di diventare ricche. I poveri non hanno bisogno di carità; hanno bisogno di ispirazione.
La beneficenza manda loro soltanto una pagnotta di pane per mantenerli in vita nella loro miseria, o offre loro un po’ di divertimento per farli distrarre per un’ora o due; ma l’ispirazione li farà emergere dalla loro miseria. Se volete aiutare i poveri, dimostrate loro che possono diventare ricchi; provateglielo diventando ricchi voi stessi. L’unico modo in cui la povertà sarà per sempre bandita da questo mondo è creare un numero vasto, e in continuo aumento, di persone che mettono in pratica gli insegnamenti di questo libro.

Alle persone bisogna insegnare a diventare ricchi attraverso la creazione, non attraverso la competizione. Ogni uomo che diviene ricco tramite la competizione fa cadere dietro di sé, la scala su cui sale, e mantiene gli altri in basso; ma ogni uomo che diviene ricco tramite la creazione apre una via su cui possano seguirlo migliaia di persone, e ispira queste persone a farlo.

Non dimostrate durezza di cuore o un’indole insensibile quando vi rifiutate di compatire la povertà, guardare la povertà, leggere della povertà, pensare o parlare di essa, o ascoltare coloro che ne parlano. Usate la vostra forza di volontà per mantenere la vostra mente fuori dall’argomento povertà, e per mantenerla fissa, con fede e proposito, sulla visione di ciò che volete.
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IL POTERE DELLA CONSAPEVOLEZZA


IL POTERE DELLA CONSAPEVOLEZZA




Rivelazioni Shock

La "Luce" è coscienza. La coscienza è uno, che si manifesta nelle legioni di forme e livelli di coscienza. Non c'è nessuno che non sia tutto ciò che c'è, perchè la coscienza, anche se espressa in una infinita serie di livelli, non fa divisioni. Non c'è una reale separazione o uno spazio nella coscienza.

L'IO SONO non può essere diviso. Io posso concepire me stesso come un uomo ricco, un uomo povero, un pastore o un ladro, ma il centro del mio essere rimane lo stesso nonostante il concetto che ho di me stesso. Al centro della manifestazione c'è solo un IO SONO che si manifesta in legioni di forme o concetti di sé stesso e "IO SONO QUELL'IO SONO".
IO SONO è un sentimento di permanente consapevolezza. Il centro vero e proprio della coscienza è il sentimento dell'IO SONO. Posso dimenticare chi sono, dove sono, cosa sono, ma non posso dimenticarmi che IO SONO. La consapevolezza dell'essere rimane, nonostante il grado di dimenticanza di chi, dove o cosa io possa essere.

IO SONO quello che, tra innumerevoli forme, è sempre lo stesso. Questa grande scoperta rivela che, buono o cattivo, l'uomo è alla fine l'arbitro del suo stesso destino e che è il suo concetto di sé stesso che determina il mondo in cui egli vive [e il suo concetto di sé stesso in relazione alla vita]. In altre parole, se state sperimentando malattia, conoscendo la verità sulla causa non potete attribuire la malattia a qualunque altra cosa che non sia la particolare conformazione della sostanza causativa di base, una conformazione prodotta dalle vostre reazioni alla vita e definita dal vostro concetto "io non sto bene". Ecco perchè vi è stato detto "Che il debole dica 'IO SONO FORTE!'" (Gioele 3:10) perchè con questo assunto la sostanza causativa viene riorganizzata e devo quindi manifestare ciò che questa riorganizzazione afferma.
Questo principio governa ogni lato della vostra vita, sia esso sociale, finanziario, intellettuale o spirituale.

IO SONO è quella realtà alla quale, qualsiasi cosa accada, dobbiamo voltarci per una spiegazione dei fenomeni della vita. E' il concetto che l'IO SONO ha di sé stesso che determina la forma e lo scenario dell'esistenza. Ogni cosa dipende da questa attitudine verso sé stesso; ciò che egli non affermerà come vero per sé stesso non potrà apparire nel suo mondo. Questo significa che il vostro concetto di voi stessi, come ad esempio "sono forte", "sono sicuro", "sono amato" determina il mondo in cui vivete. In altre parole quando dite, "Io sono un uomo, io sono un padre, io sono Americano" voi non state definendo differenti IO SONO; state definendo differenti concetti o configurazioni della sostanza unica, l'unico IO SONO. Anche nei fenomeni di natura, se l'albero potesse articolare le parole direbbe "io sono un albero, un albero di mele, un albero pieno di frutta".

Quando sapete che la coscienza è l'unica e sola realtà - concependo quest'ultima come qualcosa di buono, cattivo o indifferente, che diviene ciò che si pensa debba divenire - siete liberi dalla tirannia delle seconde cause, liberi dal credere che ci sono cause al di fuori della vostra mente che possano influenzare la votra vita.
Quindi è abbondantemente chiaro che c'è solo un IO SONO e che voi siete quell'IO SONO. E mentre l'IO SONO è infinito, voi col vostro concetto di voi stessi, state manifestando solo un aspetto limitato dell'infinito IO SONO.
Anno dopo anno contemplò il silente lavoro che produceva la sua lucida spira.
Tuttavia, mentre la spirale progrediva, lasciò la dimora del trascorso anno, per la nuova.
Penetrò con passo leggero nella lucida arcata, ne costruì la pigra porta, si adagiò nella nuova dimora, dimenticando la vecchia.


Grazie per il celeste messaggio da te recato, figlio dell'irrequieto mare rigettato dal suo desolato grembo!
Dalle tue labbra morte echeggia una nota più chiara di quella che Tritone mai soffiò dal suo corno inghirlandato.
Mentre essa risuona al mio orecchio, attraverso le profonde caverne del pensiero odo una voce che canta: Costruisciti più maestose dimore, o anima mia!
Mentre le brevi stagioni trapassano abbandona il tuo passato angusto!
Lascia che ogni nuovo tempio, più nobile dell'ultimo ti abbracci dal cielo con una volta più vasta
fino a che tu sia finalmente libera abbandonando la tua conchiglia, ormai troppo piccola, lungo l'irrequieto mare della vita!

Oliver Wendell Holmes (Il Nautilo Imprigionato)

E' solo con un cambiamento di coscienza, cioè cambiando il conccetto che avete di voi stessi, che potete costruire "dimore più maestose" - le manifestazioni di concetti più elevati. (Per manifestazioni intendiamo il fare esperienza dei risultati di questi concetti nel vostro mondo). E' di vitale importanza capire chiaramente cosa è la coscienza.
La ragione di questo è che la coscienza è la sola e unica realtà, è la prima e sola sostanza causativa dei fenomeni della vita. Niente ha esistenza per l'uomo se non attraverso la coscienza che l'uomo ne ha. Quindi è alla coscienza che dovete rivolgervi perchè è il solo fondamento sul quale i fenomeni della vita possono essere spiegati.

Se accettiamo l'idea che esiste una causa prima, ne seguirebbe che l'evoluzione di questa causa non potrebbe mai risultare in nient'altro di diverso da questa. Quindi se la causa prima è luce, tutte le sue evoluzioni, i frutti e le manifestazioni, rimarrebbero luce. Se la causa prima è coscienza, tutte le sue evoluzioni, i frutti e i fenomeni devono rimanere coscienza. Tutto ciò che può essere osservato sarebbe una più alta o più bassa forma o variazione della stessa cosa. Conseguentemente, quelle che sembrano essere le circostanze e le condizioni esistenti, anche oggetti materiali, sono in realtà solo il prodotto della vostra stessa coscienza. La natura, come cosa o complesso di cose esterno alla vostra mente, deve essere rifiutata. Voi e il vostro ambiente non potete essere osservati come esistenti separatamente. Voi e il vostro mondo siete uno. Quindi dovete smettere di guardare le apparenze delle cose e voltarvi verso il centro soggettivo delle cose, la vostra coscienza, se davvero desiderate conoscere la causa dei fenomeni della vita e volete capire come usare questa conoscenza per realizzare i vostri sogni. In mezzo alle apparenti contraddizioni, agli antagonismi e ai contrasti della vostra vita, c'è solo un principio in funzione, è solo la vostra coscienza che sta operando. Le differenze non consistono in una varietà di sostanze ma in una varietà di arrangiamenti e organizzazioni della stessa sostanza causale, la vostra coscienza.


Il mondo si muove senza motivazioni, con questo voglio dire che il mondo non si muove con motivi suoi propri, ma sotto la necessità di manifestare i vostri concetti, l'organizzazione della vostra mente e la vostra mente è sempre organizzata nell'immagine che voi tutti credete sia reale. L'uomo ricco, l'uomo povero, il pastore o il ladro, non sono menti differenti ma differenti organizzazioni della stessa mente, nello stesso senso in cui un pezzo di acciaio quando è magnetizzato non differisce dal suo stato smagnetizzato ma nell'organizzazione e nell'ordine delle sue molecole. Salute, ricchezza, bellezza e genio, non sono creati ma manifestati dall'organizzazione delle vostre menti. Ciò significa che il vostro concetto di voi stessi e il concetto che avete di voi stessi è tutto ciò che accettate come vero per voi. Quello a cui credete e consentite di credere per voi stessi può essere scoperto solo da una osservazione non critica delle vostre reazioni alla vita. Le vostre reazioni vi rivelano dove vivete psicologicamente, e dove vivete psicologicamente determina come vivete qua fuori nel mondo visibile. L'importanza di ciò nella vostra vita di tutti i giorni dovrebbe essere immediatamente visibile.

La prima natura e la sostanza di tutte le cose è la coscienza.

La più grande delusione dell'uomo risiede nella sua convinzione che ci siano altre cause della realtà esterne al suo stesso stato di coscienza. Tutto ciò che accade all'uomo - tutto ciò che da lui è creato- tutto ciò che deriva da lui stesso - accade come risultato del suo stato di coscienza. La coscienza di un uomo è tutto ciò che egli pensa, desidera, ama e sente e tutto ciò che crede essere verso e a cui dà il suo consenso. Ecco perchè è necessario un cambiamento di coscienza prima che possiate cambiare il mondo esterno.
Per essere trasfromati, l'intera base dei vostri pensieri deve essere trasfromata. Ma i vostri pensieri non possono cambiare a meno che voi non abbiate nuove idee, perchè voi pensate a partire dalle vostre idee. Tutte le trasformazioni iniziano con un intenso, bruciante desiderio di essere trasformati. Il primo passo nel rinnovamento della mente è il desiderio.


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Sentire è il segreto – Neville Goddard (Parte 4)

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